Contenuto riservato agli abbonati

Non sono vaccinati: tre bambini esclusi dall’asilo

Pordenone, parla la dirigente: i piccoli potranno rientrare dopo aver eseguito la profilassi. Contrari i genitori che valutano di presentare ricorso

PORDENONE. Tre bambini iscritti a un asilo dell’hinterland Pordenonese sono stati esclusi dall’attività didattica perché non vaccinati. La decisione è stata presa dalla dirigente scolastica e presidente regionale dell’associazione nazionale presidi (Anp), Teresa Tassan Viol, in seguito alla comunicazione delle mancate vaccinazioni da parte dell’anagrafe del Distretto sanitario di riferimento.

A scuola vaccinati: le regole da seguire

«Mi sono limitata a far rispettare la legge – ha spiegato la preside –, sono un pubblico ufficiale, è mio dovere farlo».


La comunicazione alle famiglie è arrivata nelle scorse settimane: attualmente, i bambini non possono rientrare a scuola e sarà difficile che ciò avvenga entro la fine dell’anno scolastico.

Vaccini a scuola, dubbi (e risposte) per i genitori

Rimane da capire, anche alla luce del confronto politico in atto sul tema vaccinazioni, se potranno riprendere il proprio posto in classe a settembre.

Allo stesso modo, per il momento non è dato sapere se le famiglie decideranno di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro l’esclusione, chiedendo eventualmente anche il riconoscimento di un danno economico.

Vaccini, vero e falso: cosa c'è da sapere

La materia, come noto, è da tempo al centro non soltanto del dibattito politico, ma anche delle attenzioni delle famiglie.

In relazione ai casi del Friuli occidentale, però, intervengono i genitori dei bimbi esclusi, che sono contrari alla profilassi perché la ritengono dannosa per la salute.

«Per me e mia moglie i vaccini possono essere pericolosi – ha detto il padre di uno dei bambini cui è stato vietato di entrare in classe –, è dimostrato che contengono metalli pesanti, sostanze che possono essere molto dannose».

Il genitore fa un’altra considerazione. «Vaccinando nostro figlio, non rispetteremmo diversi articoli della Costituzione, in particolare il numero 32, primo e secondo comma, che garantisce la libertà del singolo di non sottoporsi a cure o terapie non scelte o non accettate, salvo che non ricorra uno “stato di necessità per la salute pubblica” e nei “limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

A nostro figlio, inoltre, non è stato garantito il diritto allo studio: siamo stati danneggiati. Per questo, stiamo valutando se adire le vie legale nei confronti dell’istituto comprensivo».

Tassan Viol evidenzia di aver agito all’interno dei confini disposti dalle normative. «Quando effettueranno le vaccinazioni, i bambini potranno tornare in asilo – ha affermato la dirigente –. Non è compito mio esprimere giudizi sulle leggi, il mio compito è farle rispettare.

Credo, in ogni caso, che le norme siano state decise dal Governo nell’interesse della salute pubblica, della comunità e, in particolare, dei bambini. Coi genitori ho avuto colloqui franchi, nei quali ho espresso con serenità le esigenze della scuola: sono ben disposta a riaccogliere i bambini, quando saranno in regola con le vaccinazioni».

Almeno una delle tre famiglie, tuttavia, non sarebbe intenzionata a procedere in tal senso, in attesa di maggior chiarezza rispetto alle intenzioni del Governo su un ambito sempre più sensibile come i vaccini. —


 

Video del giorno

Tokyo 2020, Federica Pellegrini scatenata su Instagram: ecco il suo balletto con Martina Carraro

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi