Maxi manifesto vegan a Udine: «Basta uccidere per mangiare»

Testimonial Alfredo Meschi, che si è fatto tatuare 40 mila “x” su tutto il corpo. Il cartellone pubblicitario, di 6 per 3 metri, è comparso in via Quarto

UDINE. Maxi manifesto vegan contro l’uccisione di animali a scopo alimentare. È arrivata anche a Udine la campagna portata avanti dagli animalisti che vede protagonista Alfredo Meschi, artista, regista, attore teatrale e autore di saggi che ha fatto del proprio corpo il simbolo dell’antispecismo.

Da venerdì un cartellone 6 metri per 3 è comparso nella zona del terminal studenti. C’è un uomo con la pelle tatuata da tantissime “x” e una placca in plastica all’orecchio sinistro, come quella delle mucche, che tiene in braccio una gallina. E la scritta “40.000 al secondo”, a indicare il numero di animali uccisi in un solo secondo in tutto il mondo per ricavarne cibo, calcolati in base a una stima per difetto. Immagine e parole sono comparse in un mega tabellone in via Quarto, come già avvenuto in altre strade italiane. In città, la nuova pubblicità pro vegan – ideata da Campagne per gli animali – è stata promossa dalle associazioni “Animalisti italiani onlus” di Udine e “Victoria for animals rights”.


Meschi, livornese trapiantato in Sardegna, si è fatto incidere sul proprio corpo 40 mila “x” («una per ogni morte»): due mesi e mezzo di aghi per promuovere, attraverso la body art, la sua filosofia di vita, contraria a qualsiasi forma di discriminazione, compresa quella di specie. L’antispecismo è un «movimento filosofico, politico e culturale contrapposto allo specismo, che attribuisce soltanto agli umani uno stato morale privilegiato. Ritengo invece – precisa Meschi – che tutti siano portatori di diritti, umani e non umani».

Meschi ha scelto di diventare vegano nel 2015, dopo trascorsi da cacciatore e pescatore. Una conversione maturata in seguito a una lunga presa di coscienza, fino al punto di trasformare il proprio corpo, nel 2016, in un messaggio permanente. Che ha portato di recente anche al museo d’arte contemporanea Macro di Roma, dove «altre 400 persone, vegane e non, hanno deciso di farsi tatuare una “x”». L’antispecismo è una teoria «ancora giovane – sostiene Meschi –, ma che si sta facendo apprezzare sempre di più». L’artista, tra l’altro, sarà ospite del Festival vicino/lontano con una mostra che sarà allestita nella galleria Make di via Manin.

Quella di via Quarto è una pubblicità che farà certamente discutere. In altre città i mega cartelloni sono stati strappati e on-line l’artista livornese ha collezionato messaggi di sostegno, ma anche insulti da parte di persone che non condividono il suo pensiero. E che non sono disposte a togliere la carne dalla propria alimentazione.
 

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