Ricercatrice codroipese nel team che combatte le recidive dei tumori

Ilenia Pellarin, Gustavo Baldassarre e Maura Sonego del Centro di riferimento oncologico di Aviano

In quelli dell’ovaio migliorano chemioterapia e prevenzione. Maura Sonego nel gruppo che lavora al Cro di Aviano

CODROIPO. Comprendere i meccanismi alla base delle recidive nei tumori epiteliali dell’ovaio resistenti al trattamento chemioterapico post intervento è uno dei principali argomenti di ricerca nel laboratorio di oncologia molecolare del Cro, diretto da Gustavo Baldassarre.. Il cammino è lungo, ma gli esiti di una ricerca condotta da Maura Sonego – che abita a Codroipo – e Ilenia Pellarin ha individuato un percorso per bloccare proprio uno di quei meccanismi.

Un traguardo importante cui la prestigiosa rivista Science Advances, edita dalla American Association for the Advancement of Science (Aaas) – che pubblica ricerche di alto impatto in ogni area della scienza – ha dato ampio risalto. Sono stati analizzati a livello funzionale circa 800 geni «e fra questi – racconta Sonego – abbiamo identificato il gene Usp1 come indispensabile per la sopravvivenza delle cellule di tumore ovarico trattate con carboplatino decidendo di studiare più a fondo, a livello molecolare, il suo ruolo e la sua regolazione».


Allo studio, che ha dimostrato come, in seguito al trattamento con chemioterapia, le cellule tumorali resistenti attivino la proteina Usp1 e ne promuovano l’interazione con il gene Snail, inducendo cambiamenti cellulari che permettono alle cellule di sopravvivere al trattamento con il platino, hanno contribuito le Università Sapienza di Roma, Grenoble e Vienna e l’Irccs Pascale di Napoli.

Secondo Pellarin «l’interazione tra Usp1 e Snail non solo permette alle cellule di sopravvivere alla chemioterapia con platino, ma le rende anche capaci di formare metastasi nell’addome, aumentando le loro abilità invasive».

«Abbiamo anche identificato – ha detto Baldassarre – una piccola molecola, un farmaco in grado di inibire efficacemente Usp1 sia in vitro e in vivo; usato in modelli animali in associazione con il platino, questo inibitore è stato molto efficace nell’uccidere le cellule tumorali e nel prevenirne la capacità di formare metastasi, senza indurre tossicità aggiuntiva».

Soddisfazione è stata espressa da Baldassarre anche per il contributo offerto alla ricerca da Alice Costa, giovanissima ricercatrice che ha vinto una borsa di dottorato all’Università di Trieste finanziata dalla Fondazione Biasotto onlus.

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi