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Il re della moda punta sulle aziende carniche: scarpe e borse Ferragamo col legno schiantato in Friuli

Lo stilista fiorentino vuole usare il materiale abbattuto dalla tempesta di ottobre per la sua casa di moda

Maura Delle Case
3 minuti di lettura

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L’eco dei tronchi schiantati in Carnia dalla tempesta Vaia di ottobre e i lavori realizzati per un guru dell’architettura internazionale come Stefano Boeri sono valsi alla filiera del legno del Friuli Venezia Giulia una eco pubblicitaria che ha travalicato e di molto i confini regionali.

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Tanto da arrivare a Firenze, all’orecchio di Stefano Ferragamo, che quel richiamo ha deciso di seguirlo e ieri è arrivato ad Amaro per verificare di persona se e come nel prossimo futuro si possano imbastire progetti di collaborazione tra la nota maison fiorentina della moda e la filiera del legno coordinata dal consorzio Innova.

DOPO IL MALTEMPO, LA RINASCITA IN 4 PASSAGGI

  1. Emergenza Vaia. È iniziata la corsa contro il tempo per recuperare, entro l’estate, quasi un milione di metri cubi di legname abbattuto dal maltempo lo scorso autunno
  2. Il progetto. I protagonisti del settore sono pronti a fare squadra per creare la filiera foresta-legno ed evitare così di perdere il valore aggiunto del prodotto
  3. I problemi. Le imprese boschive sono insufficienti per affrontare la mole di lavoro. Le quotazioni del legname calano e i concorrenti austriaci acquistano i tronchi, li lavorano e rivendono il legname in Friuli
  4. Il vertice. Ne hanno discusso i vertici di Assolegno, Assoimballaggi, Federlegno, del Clauster arredo casa, Legno servizi, Consorzio boschi carnici, Aibo, Filiera legno e gruppo legno di Confindustria Udine


Il match intende arrivare a produrre pezzi d’arredo per i negozi del brand o elementi per scarpe e borse. A Ferragamo, pronipote di Salvatore (il genio creativo che nel 1927 aprì a Firenze la celeberrima maison), ieri è bastato toccare con mano le tante possibilità offerte dalla filiera, respirarne la passione e l’ingegno, immaginare percorsi comuni. «Ero curioso di conoscere questa fantastica struttura, di cui ho più volte sentito parlare, e così ho alzato la cornetta e chiamato Nicoletta (Ermacora, ndr). Dopo aver sentito tutto quello che la filiera mette in moto devo dire che sono profondamente affascinato dal feeling e dalla forte connessione che esiste tra le aziende del territorio».

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Perché proprio Amaro? «Perché volevo uscire dai soliti circuiti della moda. La mia azienda, la Arts, è una spin-off della maison Ferragamo e si occupa di ricerca e sviluppo legati alle calzature da uomo. Quel che cerco è un’idea, un progetto. Perché non realizzarlo utilizzando il legno che è un materiale tutto naturale? La moda è sempre più sensibile al tema della sostenibilità, dei materiali alternativi alla pelle. Oggi per esempio calzo un paio di scarpe fatte con buccia di arancia e fibre di ananas. È lì che stiamo andando».

ALLUVIONE, IL PRIMA E IL DOPO IN CARNIA: ECCO LE IMMAGINI DAI PAESI COLPITI IN CARNIA

Una nuova grande chance per il legno delle montagne friulane. Quello in piedi sì, ma anche quello a terra, ormai in cima ai pensieri della filiera e del consorzio Innova. Arrivato a metà mattina, Ferragamo ha lasciato la Carnia nel pomeriggio dopo aver incontrato, oltre ad Ermacora, il presidente del consorzio boschi carnici Luigi Cacitti, e aver visitato con interesse tutte le aziende del parco Innova a partire da Eurotech. «È stata una visita entusiasmante – ha detto ancora Ferragamo – che mi apre collegamenti e possibilità inaspettate. I negozi della maison potrebbero collaborare con le aziende che lavorano il legno in zona, quanto a me vorrei concentrarmi sulle possibilità d’impiego di questo materiale avviando con la filiera e il consorzio un progetto di ricerca».

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La visita e le ipotesi di lavoro messe sul tavolo hanno destato grande entusiasmo tra gli attori della filiera. Privati e pubblici. «La collaborazione con Ferragamo potrebbe aprire al nostro territorio nuovi orizzonti – ha commentato Cacitti –: il legno non è nato solo per fare tavole, ma vanta un consistente numero di altre applicazioni (i suoi tannini ad esempio vengono già impiegati per la concia della pelle) ed è l’ultima vera risorsa che resta in mano alla Carnia. Ringraziamo fin d’ora Ferragamo se potrà contribuire a far conoscere questi luoghi e le loro ricchezze suggerendo a noi operatori modi nuovi d’impiegarle».

Soddisfatto dell’opportunità anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, che ieri ha commentato così la visita di Ferragamo: «È il risultato di un grande lavoro fatto in questi anni dalle imprese della filiera del legno. L’intento è quello di conoscere e approfondire le realtà di prima e seconda lavorazione che operano in montagna e tutta l’innovazione di processo e prodotto che in queste è presente».

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