Allo stadio Friuli un nuovo sistema per il riconoscimento facciale degli spettatori

Udine, sarà sperimentato domenica 30 giugno in occasione della finale degli Europei under 21. È in grado di individuare in tempo reale i tifosi a cui è vietato l’accesso agli impianti sportivi, consentendo l’immediato intervento delle forze dell’ordine

UDINE. Sarà sperimentato domenica 30 giugno, allo stadio Friuli, in occasione della finale degli Europei under 21 di calcio, un nuovo sistema di riconoscimento facciale in grado di individuare in tempo reale i tifosi a cui è vietato l’accesso agli impianti sportivi, consentendo l’immediato intervento delle forze dell’ordine.

Il software «Reco face identification system» sorveglierà i flussi video provenienti dai 71 varchi di accesso allo stadio friulano, dove sarà presente, tra gli altri, anche il presidente della Figc, Gabriele Gravina.

Il sistema rappresenta un’evoluzione del Sari (Sistema automatico di riconoscimento immagini), prodotto dall’azienda leccese ReCo 3.26 e già in uso al ministero dell’Interno - Direzione centrale anticrimine e Polizia scientifica - dallo scorso settembre.

Questo software avanzato può essere usato non solo in fase investigativa, dove ha dimostrato la sua efficacia, ma anche in fase preventiva. Ed è proprio in questa chiave la sperimentazione, in vista di una più ampia adozione da parte dei principali stadi italiani.

«Per questo progetto, abbiamo messo a punto la versione Real Time del software - spiega Simone Pratesi, di Reco 3.26 - che consente di analizzare in tempo reale i volti dei soggetti ripresi dalle telecamere di sicurezza già presenti, confrontandoli con una watching list di riferimento.

L’algoritmo che sta alla base del software consente di rilevare l’immagine del volto della persona, estrapolarne le caratteristiche biometriche e confrontarle in tempo reale con un database di riferimento al fine di individuare preventivamente la presenza di persone a cui non è consentito l’accesso alla struttura»

Il debutto avviene a pochi giorni dall’approvazione del Decreto sicurezza bis che, tra le altre cose, contiene anche un inasprimento delle misure contro la violenza negli stadi, non solo fisica ma anche verbale, che d’ora in avanti riguarderà anche i fatti accaduti all’estero, con caratteristiche di reciprocità.

Il software si integrerà con la strumentazione di videosorveglianza già in uso all’interno dello stadio friulano fornita dal Gruppo Calzavara.

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