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Auto straniere e super multe: "Punito solo perché guidavo l’auto della mia compagna"

Pesante sanzione a un italiano al volante di una Mercedes con targa austriaca. La stretta introdotta dal decreto sicurezza con le modifiche al Codice della strada

UDINE. La sua compagna austriaca non si sentiva bene e così lui si è messo al volante della Mercedes di lei, un gesto di buon senso che chissà quanti altri in una terra di confine come il Friuli, avranno ripetuto abitualmente. Ma con le modifiche al codice della strada introdotte dal nuovo decreto sicurezza non si può più guidare un’auto con targa straniera.

E Giuseppe Floramo lo ha imparato a sue spese. Il 66enne, che dal 1983 si è trasferito in Friuli, vive a Resiutta con la sua compagna austriaca da 33 anni e lavora a Pontebba come capostazione delle Ferrovie. Per loro, così come per le tante coppie di diversa nazionalità che vivono tra Italia e Austria e tra Italia e Slovenia, avere auto con targhe diverse è la normalità. Così quando il 5 febbraio scorso i carabinieri di Tarvisio lo hanno fermato a Moggio per un normale controllo e si è visto contestare la violazione dell’articolo 93 del Cds, è rimasto a dir poco sorpreso.

Il nuovo testo vieta infatti, a chi risiede in Italia da oltre sessanta giorni (italiani compresi), di circolare con un veicolo immatricolato all’estero. «La cosa incredibile è che la mia compagna era accanto a me - racconta - ma i carabinieri sono stati irremovibili. Mi sono ritrovato a dover pagare subito una multa da quasi 500 euro (altrimenti sarebbero stati 730) e in più ci è stata sequestrata la macchina».

La norma prevede infatti anche il fermo amministrativo del veicolo. Ed entro i 180 giorni successivi alla violazione, il proprietario del veicolo deve provvedere a immatricolarlo in Italia oppure a chiedere il rilascio di un foglio di via per portare il veicolo fuori dai confini italiani. «E io, che non avevo alcun interesse a immatricolare la Mercedes in Italia, così ho fatto. Sa quanto mi è costato - continua Floramo -? 250 euro, solo per poter riportare il mezzo in Austria. E per riavere la targa tramite l’ambasciata che ha sede a Milano abbiamo dovuto aspettare 5 mesi: da febbraio a luglio».

Se, invece, entro i 180 giorni dalla violazione, il proprietario del veicolo non chiede né l’immatricolazione in Italia del veicolo e nemmeno il rilascio del foglio di via, il mezzo viene confiscato. Oltre all’articolo 93, sono stati modificati anche il 132 e il 135 del Cds che prevedono rispettivamente che entro un anno dall’ottenimento della residenza si debba procedere con la conversione della patente, e che, sempre entro un anno, la macchina debba essere immatricolata nel nostro Paese.

La “ratio” di questo provvedimento va ricercata nella volontà di contrastare il fenomeno dei cosiddetti “furbetti della targa”, ossia quegli automobilisti che acquistano auto con targhe dell’Unione Europea per non pagare tasse sui veicoli o le multe prese in Italia. Ma nella “rete” del decreto sicurezza, inevitabilmente, non finiscono solo i furbetti. —


 

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