Le scarpe di Andrea Spinelli tra quelle dei camminatori in mostra nella Val di Non

Lo scrittore pordenonese sarà ospite a “Camminamente” venerdì Esempio di vita per molti malati di cancro, ha già percorso 15mila km 

il personaggio

La sua storia è diventata un esempio, una testimonianza per tante persone. Andrea Spinelli, pordenonese d’adozione, malato di cancro al pancreas, convive con la malattia camminando: la strada, la fatica e anche la sofferenza, sono diventate non solo la sua nuova vita, ma un mondo da condividere con le tantissime persone che lo seguono (attraverso i social e il suo libro) e lo considerano un esempio e con le persone che incontra. Ecco perché le sue scarpe, la sua “seconda casa” sono state scelte per essere esposte nalla mostra “Camminamente” che sta facendo registrare un altro straordinario successo di pubblico a Fondo in Val di Non.


Dopo il milione e mezzo di visitatori nella Basilica di San Francesco in Assisi, quella di San Antonio a Padova e Bologna, dove la mostra è stata ospitata nel 2017 e 2018, la nuova tappa in Val di Non sta registrando ottime presenze e interesse di pubblico.

Andrea Spinelliha già percorso 15mila chilometri a piedi. Questo antico e naturale modo di muoversi lo fa star bene e diventa «il suo modo per ringraziare la vita». Parallelamente alle cure oncologiche ospedaliere, Spinelli ha iniziato con brevi percorsi: il tragitto casa-ospedale, e poi pian piano è passato ai grandi cammini : dalla Romea Strata alla Via Francigena, Cammino di Santiago e molte vie alpine. Da questa sua straziante quanto disarmante esperienza, è nato il libro “Se cammino vivo: se di cancro si muore pur si vive”. «Una delle testimonianze più toccanti presenti in mostra – commenta Antonio Gregolin, giornalista e artista vicentino, curatore della mostra –, disarmante quanto arricchente per chi ascolta il suo racconto, in bilico tra la vita e la morte».

Sarà proprio lui, Andrea Spinelli, l’ospite atteso per l’incontro di venerdì alle 20.30 nel Municipio di Fondo. Spinelli che in queste settimane è nuovamente in cammino, farà un “pit-stop” proprio per essere presente alla mostra Camminamente e discutere sul valore del cammino per l'uomo moderno in salute e malattia: «Sono arrivato fino all'oceano a piedi e ho un cancro inoperabile. L'ho gridato davanti all'Atlantico e lui mi ha risposto: Sei un pazzo, ma non ti fermare. Il cammino di ogni malato inizia dal momento in cui viene diagnosticata la malattia; tocca a noi, solo a noi decidere in che direzione andare...».

Tra le cinquanta scarpe esposte in mostra, in anteprima quelle arrivare da Chernobyl per celebrare il trentennale dal disastro nucleare del 1986 nell’ex-Urss, che il pubblico può ammirare sotto una apposita teca di acciaio dal particolare significato. Di Fondo sono invece le scarpe del pellegrino Renzo Nardelli, che ha compiuto in più di dieci anni l’intera rete cammini che portano a Santiago. Sua l’impresa di partire nel 2010 da Fondo per giungere dopo 2500 Km la tomba di San Giacomo.

A fine settembre poi, sempre per il ciclo d’incontri previsti per la chiusura della mostra, è annunciato l’arrivo della più longeva pellegrina del mondo, Emma Morosini di 94 anni, autentica icona del “pellegrino-camminatore”, che sta completando i 1300 chilometri che separa l’Italia dal Santuario della Madonna di Czestochowa in Polonia. —

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