Ricostruzione dopo la tempesta del 2018: in Fvg avviati cantieri per 156 milioni

In cinque mesi bandite 598 opere, pari al 98% degli obiettivi. Fedriga: «Risultato straordinario grazie al lavoro di tutti»

UDINE. Il “modello Zamberletti 2.0” – il copyright è del vicepresidente della Regione con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi – è stato applicato e ha funzionato praticamente alla perfezione nelle opere di ricostruzione post-alluvione di ottobre.

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Nell’arco di meno di sei mesi dal momento in cui i fondi statali e regionali sono stati effettivamente messi a disposizione per i lavori, infatti, il Friuli Venezia Giulia ha cantierizzato e avviato opere per oltre 156 milioni di euro.

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Tenuto in considerazione, quindi, che per il 2019 era stato iscritto a bilancio un totale di 160 milioni, questo significa che nelle prossime settimana la Regione si presenterà negli uffici del Dipartimento nazionale della Protezione civile con il 97,65% degli obiettivi raggiunti contro un target fissato dal Governo, al 15 settembre, pari al 70% dei fondi a disposizione.

«Un risultato straordinario e probabilmente impensabile, ottenuto grazie al lavoro e alla collaborazione di tutti» ha commentato il governatore Massimiliano Fedriga.

GLI INTERVENTI DIRETTI

La Regione ha suddiviso le tipologie di intervento in due tranche principali. Il primo riguardava le opere di diretta pertinenza di Comuni, Direzioni centrali e Uti della Carnia. Il plafond a disposizione per questi lavori era di 111 milioni 810 mila 471 euro per un totale di 331 interventi programmati.

Entro domenica, quindi, erano stati consegnati i lavori relativi a 329 opere e 110 milioni 50 mila 471 euro di controvalore. Di questi, 273 interventi sono andati in capo ai Comuni (per 52 milioni 279 mila 614 euro), 34 alla Protezione civile (28 milioni 926 mila 657), 12 alla Direzione ambiente (20 milioni 710 mila), 5 alla Direzione agricoltura e foreste (5 milioni 492 mila) e altrettanti all’Uti della Carnia (2 milioni 642 mila).

«Abbiamo scelto di scaricare dagli enti locali – ha spiegato Riccardi – il peso della burocrazia tecnica e dei procedimenti lasciando loro una sorta di delega alla realizzazione delle opere. E i Comuni hanno risposto meglio di come ci saremmo aspettati».

I SOGGETTI ATTUATORI

Un altro stock di interventi, quindi, ha coinvolto i soggetti attuatori con un pacchetto di opere stimato in 40 milioni 592 mila 840 euro che hanno riguardato un altro numero di enti oltre ad amministrazioni locali e Direzioni.

FvgStrade, ad esempio, ha avviato 23 opere per un totale di 11 milioni 700 mila euro di investimenti e, sempre a titolo esemplificativo, il Consorzio di bonifica Cellina-Meduna quattro per 8 milioni 795 mila, mentre quello della Pianura friulana uno, ma per la rilevante somma di 5 milioni.

Il totale, comprensivo dei 6 milioni 561 mila 539 euro assegnato a 198 privati che hanno coinvolto 37 aziende del territorio, è pari a 156 milioni 751 mila 611, cioè poco meno del 98% della cifra iscritta a bilancio.

«Partendo da una situazione difficilissima – ha commentato Fedriga – e da un vero disastro ambientale stiamo, un passo dopo l’altro, creando un’opportunità unica per la nostra montagna grazie soprattutto al fatto che tutti i soggetti coinvolti hanno remato nella stessa direzione».

A fargli eco, inoltre, ci ha pensato Riccardi che ha sottolineato come «noi a differenza di altre regioni siamo dovuti partire dalla definizione stessa dei progetti» e questo «rende ancora più incredibile il risultato raggiunto» che tra l’altro «va a beneficio non esclusivamente delle amministrazioni coinvolte, ma pure delle imprese garantendo una risposta anche economica al tessuto sociale locale».

IL FUTURO

I lavori, in ogni caso, non termineranno quest’anno. La sfida adesso è quella di sommare alle opere in itinere quelle che verranno bandite grazie agli ulteriori stanziamenti previsti per il 2020 – 105 milioni 132 mila 384 euro – e per il 2021 – 96 milioni 120 mila 36 – cui si aggiungerà l’ulteriore “tesoretto” messo a disposizione dall’Unione europea.

Bruxelles ha infatti stabilito nei giorni scorsi come dei 277 milioni “prelevati” dal Fondo di solidarietà comunitario per affrontare i danni causati dal maltempo dello scorso autunno, al Friuli Venezia Giulia ne andranno 26 con il totale complessivo a disposizione per la ricostruzione, spalmato sui tre anni, che sale perciò a 395 milioni e 866 mila euro. —


 

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