Raffica di furti nelle abitazioni Denunciata una giovane coppia

I due sono accusati di aver messo a segno almeno cinque colpi nella zona Sceglievano quasi sempre vittime anziane, poi raggirate con una scusa



. Sono accusati di aver messo a segno numerosi furti all’interno delle abitazioni della zona, soprattutto ai danni di anziani.


L’articolata indagine, portata a compimento dai carabinieri delle stazioni di San Pietro al Natisone e di Pulfero, coordinati dalla Compagnia di Cividale, comandata dal capitano Rossella Pozzebon, ha finalmente permesso di dare un nome e un cognome ai presunti colpevoli.

Si tratta di Veronica Hudorovich, 27 anni, e Michael Levacovich, 23 anni, sospettati dai carabinieri di aver commesso altri episodi simili nei comuni dell’hinterland udinese. Entrambi sono stati denunciati a piede libero. I furti messi a segno nel Cividale sono almeno cinque, tutti avvenuti tra la fine dell’estate 2018 e il dicembre dello scorso anno.

Il modus operandi era sempre il medesimo. I due agivano a colpo sicuro, scegliendo accuratamente la persona da derubare e curando ogni singolo dettaglio. Secondo i carabinieri, era sempre Veronica Hudorovich ad avvicinare la vittima dei furti cercando di distrarla con qualche scusa, le più disparate.

Nel frattempo, sempre secondo le accuse, Michael Levacovich approfittava delle circostanze per entrare indisturbato in casa del malcapitato e, dopo aver messo tutto a soqquadro, per rubare denaro, gioielli, oggetti preziosi e anche le tessere bancomat. Dopo aver arraffato quanto possibile, si allontanavano. Le vittime erano quasi sempre persone anziane, sole in casa e quindi soggetti che i due riuscivano a raggirare facilmente.

Come detto, i carabinieri delle stazioni di San Pietro al Natisone e di Pulfero, coordinati dalla Compagnia di Cividale, hanno concluso recentemente l’indagine, guidata dal sostituto procuratore Viviana Del Tedesco, che ha portato alla denuncia a piede libero della coppia.

L’attività investigativa è iniziata in seguito a una denuncia presentata proprio da una delle vittime, che ha riferito alcuni dettagli utili alle indagini. L’analisi del modus operandi e la collaborazione con i colleghi di altri comandi ha permesso di attribuire almeno cinque episodi alla coppia di giovani. —



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