Dal check-in all’aereo: ora si vola senza barriere

Gli studenti pordenonesi d'Ingegneria che hanno ideato e progettato il sedile elettrico capace di portare passeggeri dal check - in all'aereo. Mario Capo, Tommaso Cinelli, Vittorio Dipietrantonio e Daniela Agachi

Chi ha mai detto che le idee non hanno le ali e che non possono volare? Lo sanno bene quattro studenti universitari, corso di laurea in ingegneria aeronautica e, che hanno progettato un sedile rimovibile ed elettrico per aiutare le persone con ridotta mobilità a spostarsi in autonomia. Una bella idea, direte voi, ma di difficile realizzazione. Invece no.

E tra i protagonisti di questo ambizioso progetto c’è anche un pordenonese: il suo nome è Tommaso Cinelli, 22 anni, diplomato al Leo-Major con 100. Tommaso fa parte del Team Move-EZ e insieme a tre colleghi del Politecnico di Milano ha partecipato a un concorso promosso da Airbus, una delle più grandi compagnie al mondo costruttrice di aerei di linea. Il loro progetto si chiama Swan, (Smart Wheelchair for Air-travel Need) ed è tra i sette programmi finalisti del concorso internazionale “Fly your ideas”. Il compito dato ai partecipanti del contest è chiaro: come gli studenti possono trasformare il mondo aerospaziale. «Nulla di più facile, no?», scherza Tommaso, che emozionato parla velocissimo e prova a non tralasciare nessun dettaglio del progetto.

Con lui ci sono Mario Capo, Vittorio di Pietrantonio e Daniela Agachi e insieme formano il team di Move-EZ, che altro non è che “move easy”, muoviti con facilità. «Potevamo sviluppare progetti di trasporto con il drone o argomenti che adesso vanno molto di moda. Invece – continua lo studente pordenonese – ci siamo concentrati su un problema reale e che se risolto può davvero cambiare la vita di molte persone». Il progetto si sviluppa in maniera semplice: il sedile dell’aereo si trasforma in una carrozzina elettrica che viene telecomandata, dal check in all’arrivo, tramite un’app sul cellulare. A farlo sarà direttamente dal passeggero con ridotta mobilità. Una soluzione che migliorerebbe sensibilmente i viaggi di chi è costretto, per ogni spostamento, soprattutto aereo, a chiedere aiuto.

«Le persone con questo tipo di disabilità adesso devono prenotare il servizio di aiuto con largo anticipo. Non solo. Spesso si trovano in imbarazzo ad essere sollevati, spostati dalla loro sedia a rotelle fino al posto assegnato a bordo – spiegano i ragazzi –. All’atterraggio poi si ripete lo stesso iter». Un’esperienza che può essere davvero spiacevole per i passeggeri. «Ecco quindi che la nostra idea è quella di dare autonomia – spiega Tommaso – a chi non può spostarsi da solo.

L’autonomia e il comfort vengono prima di tutto». Adesso l’ultima parola spetta alla giura di esperti internazionali che giudicherà, dopo una selezione serratissima, le sette squadre finaliste a Tolosa, dal 23 al 28 giugno. In quell’occasione gli studenti del Politecnico voleranno in Francia dove in tre giorni dovranno sviluppare un prototipo del loro sedile da aereo rimovibile. «Lavoriamo dallo scorso settembre per arrivare a questo punto. Siamo riusciti a superare le prime due fasi della competizione – continua Cinelli – e l’abbiamo spuntata tra 270 squadre in concorso». Alla base del progetto ci sono mesi di sviluppo e una ricerca condotta su cento passeggeri con ridotta mobilità: tramite questionario, i ragazzi hanno cercato di capire quali sono le esigenze per questi tipi di viaggi e quali sono anche le potenzialità della loro idee.

Non solo. Il team di Move-EZ, coordinato dal professore Paolo Astori e da un mentore dell’Airbus, ha anche coinvolto l’aeroporto di Malpensa per vedere, da vicino, quali sono le problematiche del servizio (uno dei più richiesti in Italia). Certo, vincere è meglio che partecipare, lo sanno bene i ragazzi. «Ma il nostro obiettivo era mettere in vetrina una problematica che spesso passa in secondo piano e che viene sottovalutata», spiegano. Una nobile causa che vista dal basso, a 20 mila piedi da terra, è ancora più bella.

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