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Oltre 5 mila in piazza per cambiare il pianeta tra slogan e proposte

I seguaci di Greta chiedono a Comune e Regione di dichiarare l’emergenza climatica Sollecitano l’ecotassa sui beni non a km zero, nasce il gruppo che pianta gli alberi

2 minuti di lettura



Erano in tanti, più di 5 mila giovani in piazza per salvare il pianeta. Hanno snocciolato numeri, spronato ancora una volta i politici a intervenire a colpi di petizioni: una indirizzata al Comune, l’altra alla Regione. I seguaci di Greta non sono disposti a mediare, chiedono alle istituzioni di dichiarare subito l’emergenza climatica. «L’emergenza c’è – hanno gridato – ma non viene trattata come tale». Il loro obiettivo è ridurre le emissioni nette del 70 per cento entro il 2015 per arrivare al blocco entro il 2030 e contenere l’aumento della temperatura globale entro 1,5 gradi. Ecco perché chiedono fondi per piantare alberi, creare piste ciclabili, rendere gratuito il trasporto pubblico, riqualificare gli edifici e fermare il consumo del suolo. Tutto questo è stato spiegato in piazza San Giacomo tra slogan e intervalli musicali.

Il corteo

Partito da piazzale Cavedalis, ieri mattina, il lungo serpentone di giovani ha attraversato la città. In ogni via si sono uniti altri gruppi arrivati da tutto il Friuli – la presenza degli alunni della scuola elementare di Fiumicello con in testa la maestra vuole essere solo un esempio –, a fine manifestazione la Questura ha stimato oltre 5 mila persone. Circa 3.500 alla partenza, altre 2 mila quelle che si sono unite successivamente. In piazza hanno sfilato anche gli ospiti della comunità nove dell’ex Opp di Sant’Osvaldo. Convinti che, come recitava il cartello delle guardie volontarie del parco del Natisone, «la più grande minaccia per il nostro pianeta è credere che qualcun altro lo salverà», i giovani sono consapevoli che «non basta portare le persone in piazza, bisogna essere protagonisti del cambiamento». Ugo Rossi l’ha ribadito ricordando che il “Fridays for future” è apolitico rappresentato, a vari livelli, da portavoci e non da capi. «Ci battiamo – ha aggiunto – per creare un nuovo sistema basato su altri livelli non certo sul Pil».

Il nuovo sistema

Citando l’esempio della Germania e del Lussemburgo, i seguaci di Greta chiedono alla Regione di utilizzare i 160 milioni stanziati per la realizzazione dei 13 chilometri di tangenziale sud, per rendere gratuito il trasporto pubblico locale. Non solo, il documento presentato in Consiglio regionale prevede altri punti tra cui il «no» alla Tav Venezia-Trieste e agli incentivi sull’acquisto di auto private, comprese quelle elettriche. I giovani chiedono «il potenziamento dell’interporto ferroviario di Cervignano utilizzato al 30% delle sue potenzialità e la conversione delle aziende agricole da convenzionali a biologiche di precisione con colture sostenibili, canapa, lino e ortica». A tutto ciò aggiungono la piantumazione di fasce tampone e corridoi ecologici, la defiscalizzazione per le produzioni locali di cibo e di beni, il blocco degli ampliamenti nella filiera della carne e il sostegno al turismo sostenibile. Propongono, infatti, l’ecotassa sui prodotti non locali proporzionale alla lontananza dal sito di produzione, l’incremento della tassazione per le grosse aziende inquinanti e incentivi per sostituire le macchine agricole a combustibile fossile con tecnologie a idrogeno. Sul fronte dei rifiuti invece i giovani del Friday for future sollecitano l’attuazione della campagna ministeriale “plastic free challenge” e premi per i cittadini ricicloni.

La politica

I seguaci di Greta chiedono impegni precisi ai politici, ma prendono le distanze da loro. Anche se, ieri, rispetto alle manifestazioni precedenti, le voci dei politici non sono mancate. In piazza c’erano le sigle sindacali, tant’è che alla Caffaro di Torviscosa le Rsa hanno proclamato 8 ore di sciopero a sostegno dei giovani che continuano a sfilare nelle piazze. E se il Pd ha accompagnato la manifestazione depositando una mozione in consiglio regionale (primo firmatario Nicola Conficoni) per chiedere alla Giunta di indire l’emergenza climatica, in viale Pasolini, sul ponte, è comparso uno striscione contro Greta attribuito a CasaPound.

Pianta il futuro

Insegnati, tecnici e cittadini hanno costituito il gruppo “Pianta il futuro”. Si presentano dai sindaci per chiedere ai comuni l’assegnazione dei terreni già destinati dal Piano regolatore al rimboschimento: «Ci servono volontari per curare le piante» ha fatto notare uno dei promotori, Stefano Fattori, deciso a promuovere anche la piantumazione delle siepi lungo i perimetri dei campi. Un’abitudine spazzata via dall’agricoltura intensiva. —



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