Mancano parroci, così sempre più preti in pensione sono “richiamati” in servizio

Negli ultimi vent’anni in Fvg il numero dei titolari di parrocchia si è più che dimezzato: da 1.495 a 677

UDINE. Sono sempre meno, sempre più vecchi e ciononostante costretti agli “straordinari”. A reggere cioè più d’una parrocchia contemporaneamente se non a continuare il sacerdozio anche una volta varcata la soglia della pensione.

Accade ai parroci ed è colpa di un turnover che sì, è bloccato anche in chiesa, non già dall’eccessiva permanenza nel ruolo degli anziani (fortuna che ci sono), ma al contrario dalla quasi totale mancanza di giovani vocati al sacerdozio.

Senza nuove leve, la soluzione viene dunque ancora una volta da quelle “vecchie”. A partire dai preti in servizio, ormai normalmente gravati di più d’una parrocchia, per arrivare a quelli in quiescenza. Mancano sacerdoti? Le diocesi chiedono aiuto ai parroci in pensione.

Ultra-settantacinquenni (il riposo per il clero scatta infatti una volta compiuti i 75 anni) che continuano il servizio, chi mantenendo la titolarità della propria parrocchia, chi affiancandosi ad altri a seconda delle necessità e disponibilità personali.



La situazione

«Abbiamo modulato la collaborazione dei sacerdoti più anziani e anche di quelli quiescenti secondo le loro possibilità – fa sapere monsignor Guido Genero, vicario generale della Diocesi di Udine –. In genere lasciano il servizio unico e attivo e si mettono a collaborare con i loro successori che hanno piena responsabilità pastorale. Non escono di fatto mai dal servizio per essere richiamati – precisa ancora monsignor Genero –, semplicemente diminuiscono il loro ministero adattandolo alle forze, alle circostanze, alla propria situazione personale».

Chi continua

Così c’è chi si affianca al nuovo sacerdote e chi invece continua nonostante l’età. «Ci sono parroci ottantenni e ultra ottantenni che continuano ancora a pieno titolo il loro servizio – fa sapere il vicario generale della Diocesi friulana –, con aiuti e collaboratori, penso al parroco di Fagagna, monsignor Adriano Caneva, che a 86 anni è in pienezza il parroco delle sue comunità».

I numeri

Tornando ai numeri, la contrazione dei presbiteri a Udine è costata negli ultimi anni 26 sacerdoti: erano 269 nel 2016, oggi sono 243 e hanno un’età media di 71 anni e mezzo.

Se andiamo a guardare i dati Fvg e quelli nordestini, messi assieme dall’Osservatorio socio-religioso Triveneto, la tendenza si conferma. Nel 1996 i sacerdoti presenti a Nordest erano complessivamente 5.861 di cui 1.495 quelli incardinati nelle diocesi del Friuli Venezia Giulia.

Nel 2016 (ultimo anno del quale sono disponibili i dati) il numero complessivo era sceso a 4.132 di cui appena 677 in Fvg. Significa che in vent’anni la regione ha perso più della metà dei suoi presbiteri.

Una vera e propria emorragia, impossibile da controbilanciare con le nuove ordinazioni, ormai destinate a essere contate su una sola mano, due nel migliore dei casi.

Nel 2018 i sacerdoti ordinati a Udine sono stati appena 4, quest’anno neanche uno, anche se a ottobre in cattedrale saranno ordinati 4 diaconi, tutti in vista del sacerdozio. La soluzione allora viene dall’affidamento di più d’una parrocchia allo stesso presbitero.

Le collaborazioni

«Ed è ben sperimentata – commenta monsignor Genero – fin dagli anni Cinquanta. Oggi, alla luce della popolazione che è in regresso, abbiamo avviato un progetto diocesano di “collaborazioni pastorali” che pone le parrocchie vicine in collegamento fra loro. Anche avendo un solo parroco, con qualche collaborazione, si possono conoscere meglio e mettere in condizione di reciproco aiuto».

Presbiteri religiosi

Ultimo aiuto alle scarne file dei presbiteri diocesani viene dai presbiteri religiosi, sacerdoti che vengono da fuori e che a Udine sono una ventina. Quindi dai diaconi che per lo più, salvo i pochi in attesa del sacerdozio, sono permanenti, di norma sposati e sempre più strategici nelle parrocchie. Negli ultimi anni, al contrario che per i sacerdoti, queste figure hanno registrato un vero e proprio boom, passati dai 39 del 1996 ai 72 del 1016 (di cui 29 a Udine).

I diaconi

«Va detto però che il diaconato permanente ha qualche sua particolare esigenza – sottolinea il vicario generale della diocesi di Udine –. Occorre preparare queste persone con anni di studio ed esperienza. Ce ne vogliono dagli 8 ai 10. Uno sforzo non piccolo per la comunità, per la persona e non ultimo anche per la famiglia». —


 

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