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Muore azzannato dai cani, il figlio ha fatto di tutto per salvare il padre

Avellino Corazza e uno dei due cani che hanno aggredito e ucciso l'anziano di Brugnera

Brugnera: lacrime e abbracci fra parenti e amici. Il fratello Luigino: «Una fine così... Si sperava in una morte migliore di questa»

BRUGNERA. «Una fine così...». Luigino Corazza, fratello di Avellino, il 74enne ucciso da due cani di razza amstaff, non ha parole per la commozione. «Si sperava in una morte migliore, ma purtroppo il destino è questo, non si sa quando arriva e come arriva...», sospira ancora. Luigino e Avellino si erano visti venerdì 25 ottobre l’ultima volta per un caffè.

Lacrime e abbracci si sono intrecciati al di là del nastro segnaletico bianco e rosso che divideva conoscenti e amici da un lato e i familiari del pensionato dall’altro in via Livenza a Brugnera. Su tutti, familiari e amici, aleggiava un unico pensiero: non si può morire così.

Aggredito da due cani da difesa: muore un anziano



Fra le lacrime Mirna, moglie di Giorgio, ha rivissuto con il conforto delle amiche quei terribili momenti. Con la mano sul volto, in lontananza, vicino alla villetta, il marito Giorgio, 45 anni, attendeva la fine degli ultimi accertamenti dei carabinieri sul luogo della tragedia. Inconsolabile, non è più riuscito ad avvicinarsi al punto in cui il corpo del padre è stato trovato esanime.



A far da tramite, con delicatezza, fra lo stormo di giornalisti e le famiglie devastate dal dolore è stato il sindaco Renzo Dolfi.

«Il figlio sta piangendo ancora – ha raccontato il primo cittadino – ha visto il padre che gli chiedeva aiuto, alzando il braccio, è stato attaccato anche lui dai cani, allora ha preso l’arma ed è riuscito ad abbattere un animale, Giorgio e sua mamma hanno fatto di tutto per salvarlo, ma non ci sono riusciti, è veramente una tragedia. Sono cose che non si dovrebbero mai vedere. Mi dispiace veramente».

Il primo cittadino ha osservato che se la madre Maria Rina Sandrin non fosse riuscita per miracolo a divincolarsi e il figlio Giorgio non fosse stato solo azzannato ai pantaloni, come invece è accaduto, anche loro sarebbero stati dilaniati dai due amstaff.

L’accaduto ha lasciato tutti sotto choc. «Come mi ha detto Giorgio, se Avellino – ha riferito il sindaco Dolfi – fosse stato male o avesse avuto un incidente, avrebbe potuto prenderla diversamente, ma così, vedere il padre morire sbranato, impossibilitati a impedirlo, è una cosa che non si vorrebbe mai vedere, un ricordo che si porterà dentro di lui. Bisogna stare vicino a Giorgio e ai suoi familiari. La comunità serve anche a questo e noi come amministrazione gli staremo vicini».

Luigino Corazza ha ricordato che il fratello accudiva i cani dei familiari nella casa vicina da tempo e aveva comunque le chiavi per entrare nel giardino dei parenti.

«Con gli estranei certo i cani erano aggressivi, abbaiavano facendo il giro del recinto, ma con i proprietari no e tanto meno con Avellino, che conoscevano bene. Non credo proprio che abbia commesso una leggerezza, non si sa perché i cani lo abbiano attaccato», ha osservato ancora Luigino. —




 

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