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Porta da mangiare a due cani: anziano muore azzannato, ferita la moglie

Tragedia nel primo pomeriggio a Brugnera. A trovare la coppia è stato il figlio, che ha ucciso uno degli animali

Aggredito da due cani da difesa: muore un anziano

BRUGNERA. È stato sbranato a morte da due amstaff sotto gli occhi della moglie e del figlio. Avellino Corazza, 75 anni, falegname in pensione, è spirato venerdì 25 ottobre, a Brugnera.

Con gli stivali ai piedi, poco dopo le 13, il pensionato ha aperto con il telecomando il cancello della villetta dove abitano la cognata Leda e il nipote Massimo in via Livenza a Brugnera, al civico di fianco al suo. Vi si recava spesso a dare da mangiare ai tre cani, l’amstaff Ettore, Claus, un incrocio fra l’amstaff e la femmina di un’altra razza.

L’amstaff e il meticcio, che scorrazzavano liberi nell’ampio giardino dotato di doppia recinzione, hanno assalito l’anziano. Avellino ha cercato di sfuggire alla loro furia, le sue grida strazianti hanno richiamato fuori dalla villetta attigua la moglie Maria Rina Sandrin, 74 anni.

Il pensionato è caduto sul vialetto asfaltato, fra l’erba e il vigneto, con i cani da guardia, uno marrone, l’altro nero, che si accanivano su di lui. Di fronte a quella scena terrificante Maria Rina è corsa subito in suo aiuto, ha cercato di strapparlo ai cani, che si sono avventati anche su di lei, ferendola alle gambe e alle braccia.

Terrorizzata l’anziana è riuscita a divincolarsi dalla morsa ed è corsa in casa a cercare un telefono per chiamare il figlio Giorgio, 45 anni, che abita a una manciata di minuti di distanza a Maron di Brugnera.

Giorgio è arrivato con il furgone, con il quale ha cercato di allontanare i due animali dal genitore, ancora disteso a terra, sanguinante. Ma non volevano smetterla. Il figlio è balzato giù dal mezzo, per aiutare il papà, che tendeva un braccio in una muta richiesta, ed è stato a sua volta aggredito.

Con i pantaloni a brandelli – i cani non sono riusciti ad affondare i denti nelle gambe, ma gli hanno afferrato solo i vestiti e lo hanno graffiato – Giorgio si è precipitato nella villetta dove si era rifugiata la mamma, ha imbracciato il fucile semiautomatico Franchi calibro 12 di Avellino e ha mirato, da cacciatore esperto, dritto a Claus, per salvare suo padre. Lo sparo ha ucciso il cane e allontanato dal papà il secondo animale nero.

I soccorsi, mobilitati dai familiari, sono giunti verso le 13.20: carabinieri e ambulanza del 118, l’ambulanza veterinaria di Mi fido di te per catturare il cane scappato in mezzo ai campi e potenzialmente pericoloso. Ad attenderli, sconvolta, all’ingresso di via Livenza, la moglie di Giorgio, Mirna.

Avellino è stato trovato agonizzante: i cani lo hanno sbranato, procurandogli ferite profonde al volto, al collo, gambe e braccia, inguine.

È spirato poco dopo: le lesioni erano troppo gravi. Mamma Rina è stata ricoverata in ospedale a Pordenone: non è in pericolo di vita, venti i giorni di prognosi per le ferite riportate. Il figlio Giorgio, in lacrime, è stato medicato sul posto: sulla gamba destra gli è stata messa una fasciatura.

I carabinieri della stazione di Prata, ai comandi di Massimo Scarda, hanno delimitato l’area con il nastro segnaletico bianco e rosso: si temeva che l’amstaff libero, Ettore, potesse aggredire qualcun altro.

È stato contattato il proprietario del cane, il nipote di Avellino, il quarantenne Massimo Sandrin, che è riuscito a catturarlo e a consegnarlo ai cinovigili. L’animale è stato sequestrato e portato al rifugio di Villotta di Chions in osservazione.

Sul posto, a coordinare le indagini e i rilievi dell’aliquota operativa del Norm, il maggiore Michele Grigoletto, comandante della Compagnia di Sacile, con i luogotenenti Alessandro Battistella al timone della stazione di Sacile e Brugnera e Massimo Zuin alla guida del Norm.

Alla spicciolata, quando la notizia in paese si è diffusa, si sono assiepati all’ingresso di via Livenza i vicini, gli amici e gli amministratori comunali di Brugnera per offrire il loro sostegno e conforto ai familiari del pensionato, colpiti da una tragedia che agli occhi di tutti è apparsa inspiegabile. —

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