Dai banchi del liceo Stellini all’impero dei servizi: dietro le quinte c’è Giorgio

Il socio fondatore Zucchini è il neopresidente del cda di Sereni orizzonti. Udinese, 53 anni, storico amico di Blasoni, ha in mano le redini della Spa 

Una lunga, lunghissima, amicizia lega Giorgio Zucchini, il neo presidente del Consiglio di amministrazione della Sereni orizzonti, a Massimo Blasoni, l’azionista di riferimento in custodia cautelare in carcere da giovedì scorso. I due si sono conosciuti da ragazzi, tra i banchi del liceo classico Stellini, e insieme hanno fatto, disfatto, inventato e creato un impero.

Zucchini non è coinvolto nell’inchiesta della Procura, a lui che non ama la notorietà toccherà traghettare il gruppo nella nuova fase. Da socio fondatore che non ha mai avuto cariche, si accinge a rappresentare «una società florida» uscendo da quel dietro le quinte dove si trovava a suo agio.



Nato nel 1965, compirà 54 anni tra circa un mese, coniugato e padre di famiglia, Zucchini è l’anima nascosta del gruppo. È nato e cresciuto a Udine, la città dove ha acceso le luci di Natale quando gli altri non lo facevano senza mai dire «sono stato io». La notorietà lo infastidisce. Lui e Blasoni sono due facce della stessa medaglia – siamo agli antipodi » dice – e questo è il segreto che, nel bene e nel male, li ha uniti in progetti comuni. Il primo? “Città azzurra” la cooperativa che organizzava centri vacanze, animazione e il cinema per bambini. Siamo alla fine degli anni Novanta, Zucchini, poco più che ventenne, sente il bisogno di creare qualcosa in autonomia.

Blasoni lo segue e insieme capiscono che i servizi a misura di giovani e anziani sono la strada del futuro. Lungo il percorso si lasciano alle spalle il crac Sanitalia e insieme inanellano un risultato dopo l’altro. In questo concatenarsi di eventi Zucchini resta sempre l’anima meno nota. Il clamore non caratterizza il suo modo di essere neppure quando, attraverso Eurofood, la società che all’epoca gestiva il centro cottura del gruppo, portano Tex Grill, il ristorante argentino a Pradamano.

Fornelli e griglie interessano poco Zucchini che preferisce lasciare spazio a Massimo anche quando si trova coinvolto in “Sportinsieme”, l’associazione pensata per abbattere le quote d’iscrizione alle società sportive dei ragazzi in difficoltà economica.

Resterà fuori anche dalla Polisportiva e, quindi, dal basket. Zucchini preferisce fare canestro fuori dai campi di gioco. E quando lo fa il suo nome non scorre nei titoli di coda. Anche se può permetterseli gli sfarzi non lo convincono. Vive una vita fuori dai riflettori. «Non amo la scena pubblica, riconosco a Massimo il merito della crescita di Sereni orizzonti» assicura e credergli non è difficile.

Ma cosa resta delle vecchie passioni giovanili, teatrali e musicali di Zucchini? «Non le coltivo più – rivela –, nel tempo libero preferisco fare lunghe passeggiate e leggere». Ama i thriller e i gialli, in questo momento i racconti lo aiutano a pensare ad altre realtà. Zucchini non fa footing, ma va in palestra, guarda all’arte e alla salvaguardia del territorio senza fanatismi. Evita le competizioni per seguire il suo antico intuito che finora non l’ha tradito.

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