Ecco chi sono i nuovi vertici di Sereni orizzonti

Simone Bressan è a capo di una holding da 200 milioni di fatturato. Originario di Tarcento, ha 38 anni. Si autodefinisce un liberale popolare. Passioni per Usa e politica, ha scalato tutti i gradini della carriera in azienda

Origini a Tarcento («ma oggi vivo a Fagagna», precisa), papà commerciante, un fratello più piccolo, studi in giurisprudenza, una passione sconfinata per tutto ciò che è made in Usa. Simone Bressan ha 38 anni e da un anno a questa parte è a capo di una holding, quella che controlla Sereni Orizzonti, da 200 milioni di fatturato. Grandi responsabilità sulle spalle, che in queste settimane, con gli arresti del socio di maggioranza Massimo Blasoni e di altri dirigenti, si sono ingigantite. Ma lui dimostra di avere nervi saldi e sangue freddo. Del resto in azienda bazzica fin dal 2006, praticamente il suo primo lavoro, quando fu assunto come responsabile di comunicazione e relazioni esterne.

Dimostra di avere stoffa e così, nel 2008, scala il primo gradino della carriera, con l’incarico all’ufficio sviluppo, nel settore immobiliare. Una palestra per affinare le doti manageriali che gli consentono, nel 2017, di fare il balzo importante, con l’affidamento dell’incarico di amministratore unico di “Lifecare”, una delle società della galassia. Passano appena 12 mesi e Bressan lo ritroviamo lassù in alto, a capo della holding, con la delega specifica ai rapporti con gli investitori e i fondi immobiliari. L’inchiesta della Procura di Udine non lo ha nemmeno sfiorato e così oggi il ruolo del giovane dirigente friulano diventa ancora più centrale. Toccherà a lui, con Giorgio Zucchini e Paolo Nobile, gli altri due componenti del board, gestire l’attuale delicata fase di una società che dà lavoro a migliaia di persone.



Lui, dismessi i panni del manager, si diletta con diversi hobby. Tifoso dell’Udinese, ma la squadra - ahimè - ultimamente sta dando solo dolori, si consola con le passeggiate in campagna con la fidanzata e la loro “Frida”, un cane di razza Jack Russell a cui è attaccatissimo.

Esperto di computer e digitale, gli piace molto anche scrivere, aveva un blog personale, che però non aggiorna da tempo, e nel 2017 ha fondato Zipster, un “aggregatore” di notizie su Internet, che scova le fake news. La politica è stata ed è ancora una passione molte forte, visto che fino alle consultazioni del 2018, attraverso le “corse dei cavalli” ha provato a informare sulle tendenze elettorali, quando i sondaggi, a ridosso del voto, erano già vietati. «Tutto nasce dal mio amore per ciò che è americano - racconta l’interessato -, dalle serie tv allo sport, passando per la musica. E mi ha sempre affascinato il loro sistema elettorale, tanto che ho seguito fin dal 2000 la campagna presidenziale».

Poi in due occasioni, nel 2008 e nel 2012, ha coronato il suo sogno, seguendo sul campo due campagne, che videro l’elezione e il bis di Barack Obama. Lui, che si definisce un «liberale, popolare e conservatore», era schierato nel campo dell’elefantino (i Repubblicani), ma dichiara di essere stato «molto orgoglioso per avere avuto la fortuna di assistere al trionfo del primo presidente afro americano della storia».

«La politica Usa - aggiunge - l’ho trovata così come la immaginavo da ragazzino, con un grande coinvolgimento popolare». In regione il suo riferimento era il Pdl, per il quale si era candidato (non eletto) alle comunali di Udine nel 2008. Poi dal 2013 niente più politica attiva, solo ed esclusivamente azienda.
 

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