Viaggio a Palmanova: museo multimediale e congressi per valorizzare la città Unesco

Sono alcune proposte dei residenti raccolte in piazza a Palmanova durante il mercato cittadino. Chiesta maggiore attenzione per la sanità: «Sempre meno servizi». Necessari aiuti ai negozianti

Tappa a Palmanova: il Mv al mercato per ascoltare la voce dei lettori



Anche nelle giornate piovose, come quella di lunedì 11 novembre, il mercato di Palmanova richiama bancarelle e clienti. Certo non come i mercati più gettonati dell’anno (quelli a cavallo di ferragosto), ma l’appuntamento del lunedì resiste anche nei mesi invernali e autunnali, non solo per i cittadini di Palmanova, ma anche per tante persone del circondario.

Lo racconta chiaramente Guerrino Tion di Pradamano che spiega come per lui sia una tradizione venire a Palmanova ogni lunedì. Il suo pensiero va anche al passato «quando – racconta – il mercato era pieno di bancarelle, molte più di adesso; in piazza c’era tanta gente. Si veniva anche per acquistare prodotti agricoli e animali da allevare». Il riferimento è a quanto avveniva nella zona del foro boario in piazza 20 Settembre.



Il mercato rimane tuttavia ancora un punto di riferimento: la gente ama curiosare tra le bancarelle, scegliere la frutta e la verdura anche a chilometro zero, cercare un capo da indossare o provare un paio di scarpe. C’è chi ama comperare dei fiori o, come ieri, curiosare tra le bancarelle dell’antiquariato presenti in borgo Aquileia. «Al mercato – è la proposta di Elisabetta Missoni Foffani – sarebbe bello portare maggiore artigianato o bancarelle specializzate in determinati articoli…».

Per lei Palmanova è una città dalle grandi potenzialità: «Da quando è entrata nell’Unesco, è più conosciuta e propone tante iniziative culturali di altissimo profilo. Anche l’ultima Rievocazione storica è stata molto interessante. Certo, ci sono anche problematiche: come quello di riuscire a riempire una piazza così grande con delle manifestazioni o quello di riuscire a coinvolgere la gente».

Sono in tanti a parlare di turismo. Silvia Venturini si sofferma sul fatto che la città, ben servita dalle vie di comunicazione e centrale rispetto al territorio regionale, ha elementi su cui puntare, come una piazza grande e pedonale in cui ospitare importanti eventi. E suggerisce anche «la creazione di un museo multimediale per capire come è fatta la città, per riuscire a leggerla meglio».

Per Cristina Martelossi, il turismo è evidentemente in crescita, tanto da convincerla ad avviare un’attività imprenditoriale nel settore: «Negli ultimi anni – spiega – c’è un sacco di movimento. In piazza c’è gente, ci sono corriere di studenti, per non parlare dei cicloturisti che sono davvero tantissimi».

Ed è proprio sul turismo che Palmanova deve puntare secondo Ermes Gollino. «Le prospettive che la città può avere sono legate alla sua posizione baricentrica, ai suoi collegamenti viari, alla sua storia. E quindi: turismo, centri direzionali, iniziative congressuali. Potrebbe sfruttare i bastioni per lo sport e le attività del tempo libero. Penso, ad esempio, a un percorso attrezzato per le mountain bike».

Di commercio parla invece Salvatore Saracino. Per lui è un settore in forte difficoltà «perché gli affitti dei negozi sono troppo alti. E così in città le attività aprono e poi chiudono, tanti negozi restano con le serrande abbassate. Anche le banche cominciano a diminuire...».

La gente chiede inoltre attenzione alla quotidianità, alle manutenzioni e alla pulizia. Così ad esempio è per Adriana Bergamasco: «I sassi usati nella pavimentazione della piazza sono spesso sconnessi e si rischia di inciampare. Anche la strada tra Jalmicco e Visco andrebbe risistemata». Chiede maggiore pulizia Elda Franco che fa notare come spesso vi siano deiezioni canine lasciate sui marciapiedi della città. «E non è certo un bel vedere».

Tra i temi maggiormente toccati dalle persone intervistate vi è indubbiamente l’ospedale. Per Giovanni Falconieri «il problema è che in ospedale mancano i medici, le liste di attesa sono lunghe e sempre più, quando si chiede una visita, si viene dirottati in altre strutture”.

È preoccupato per il nosocomio cittadino anche Ermes Gollino che però ammette: «È vero che stanno diminuendo i servizi, è però anche vero che noi non sempre ci appoggiamo alle strutture più vicine, ma cerchiamo le eccellenze, anche se dobbiamo andare più lontano».

«Sul futuro dell’ospedale – spiega Elena Tonca – devo dire che non sono fiduciosa. Certo, essendoci tanti ospedali, capisco che una razionalizzazione sia necessaria… Mi auguro che, come è stato detto, si portino dei servizi a Palmanova, delle specialità, ma la chiusura del punto nascita è stato un segnale forte che purtroppo non ci lascia ben sperare». Per Saracino l’ospedale «lo stiamo perdendo. Siamo finiti in un gioco politico di promesse elettorali da mantenere, un gioco di cui fanno le spese i cittadini.

«Ciò che dispiace – dice Stefano Cecchin – è vedere un ospedale in cui i tempi di attesa si allungano sempre di più. Per le visite, spesso si viene mandati altrove. Ora siamo giovani e autonomi, ma cosa accadrà quando saremo più anziani?». Si sofferma Cecchin anche sulla vivibilità della città: ne elogia i servizi, la qualità della vita, ma critica la viabilità “impegnativa” e una piazza con poco verde.

È tranchante invece Chiara Molinari che sceglie raramente Palmanova: «Non c’è niente. A causa dei centri commerciali ci sono sempre meno negozi, come accade un po’in tutte le città. Un suggerimento? Almeno ridurre il costo dei parcheggi». Di parere diverso Edoardo Dri, titolare della macelleria di borgo Udine, che invece si dichiara soddisfatto della città in cui ha da poco aperto la sua attività: «Ci sono turisti, c’è gente e anche io ne beneficio».
 

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