Mareggiata mette in ginocchio la Bassa: la Regione chiede lo stato di emergenza. Chiuse le scuole

Protezione civile all’opera tra Marano, Lignano e San Giorgio di Nogaro. Interrotta la translagunare per Grado. Da una prima ricognizione ad avere subito i danni maggiori sono i privati che hanno le abitazioni in prossimità delle zone costiere, le infrastrutture e i natanti coinvolti dagli effetti del maltempo

UDINE. Allerta meteo per vento forte, piogge intense, mareggiate con picchi di acqua alta lungo la costa, dalle 6 di martedì 12 alle 12 di mercoledì 13 novembre, quando questo fronte si sposterà lasciando gradualmente il Friuli Venezia Giulia.

Emergenza nella notte

Situazione critica, nella notte fra martedì e mercoledì, in diversi comuni della Bassa friulana al punto che ad Aquileia il Comune ha deciso la chiusura delle scuole. Stesso provvedimento è stato preso a Grado, dove l'acqua in alcune strade del centro è arrivata a superare il metro di altezza.

 

Acqua alta a Marano, invase le strade che circondano il porto

 

Segnalati black-out in alcuni centri abitati, come a Lignano e a Coderno di Sedegliano. In quest'ultimo caso il problema si protrae da tre settimane circa portando gravi disagi nelle abitazioni e alle attività produttive.
 
Gli operatori dell’Enel intervengono “dopo ore dalla segnalazione”, così evidenziano i residenti: il servizio viene  ripristinato al momento, ma poi l’interruzione della corrente elettrica si ripresenta a macchia di leopardo.
 
 
 

Lignano, forti raffiche di vento e mare in burrasca

 
 

Sui social piovono le proteste  degli abitanti della frazione, conosciuta per aver dato i natali a padre David Maria Turoldo e per essere conosciuta come “Il pais dal formadi”.

A Marano cantine allagate e strade invase dall’acqua, a Lignano fino a 30 centimetri d’acqua hanno allagato le banchine, con la Protezione civile che ha invitato a non uscire di casa.

 

Mareggiata a Lignano: il pontile e la spiaggia

 

Secondo la Sala operativa della Pc del Friuli Venezia Giulia la fase acuta delle precipitazioni è prevista fino alle 9 di mercoledì: segnalate possibili precipitazioni intense con possibili locali situazioni di crisi nella rete idrografica minore e di drenaggio urbano.


 

Sono stati allertati tutti i locali gruppi di Protezione civile che stanno monitorando la situazione in otto paesi con 30 volontari: a preoccupare è soprattutto il vento a seguito del quale si verifica il fenomeno delle mareggiate e dell’acqua alta.

La regionale 352 tra Aquileia e Grado è chiusa al traffico causa maltempo.

 

Chiesto lo stato di emergenza

 

Dopo una prima verifica sull’entità dei danni, effettuata assieme ai vertici della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, il governatore Massimiliano Fedriga, di concerto con il vicegovernatore delegato alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, ha chiesto lo stato di emergenza nazionale a fronte delle criticità riscontrate.

 



Ad essere colpite sono in particolare le zone costiere e quelle contermini: dal centro storico di Grado ad Aquileia, oltre a Latisana, Villaggio del Pescatore nel comune di Duino Aurisina, alcune zone di Monfalcone e Trieste dove si sono verificati allagamenti e danni conseguenti alla mareggiata. La situazione è ora sotto controllo.

«La valutazione complessiva dei danni - conferma il vicegovernatore Fvg - continuerà durante la giornata. Tra giovedì 14 e venerdì 15 procederemo a una ricognizione generale della situazione».

 



«L’attenuarsi dei fenomeni meteorologici - sostiene Riccardi - ci porta a dire che la situazione sta tornando verso la normalità e le varie situazioni di crisi sono ora sotto controllo. Nel corso della giornata i tecnici della Protezione civile continueranno il monitoraggio delle zone coinvolte e - conclude il vicegovernatore
Fvg - nei prossimi giorni avremo un’idea precisa dell’entità dei danni subiti».
 



 

«Da una prima ricognizione - afferma Riccardi - ad avere subito i danni maggiori sono i privati che hanno le abitazioni in prossimità delle zone costiere, le infrastrutture e i natanti coinvolti dagli effetti del maltempo. Il forte vento, infatti, ha amplificato la forza del mare che ha portato al verificarsi di diffusi fenomeni di acqua alta».
 




Nel corso della notte, accanto ai tecnici della Protezione civile sono intervenuti circa cento volontari, con un dispiegamento di una quarantina di mezzi, per aiutare la popolazione che aveva subito allagamenti in appartamenti e cantine.



La situazione a Lignano

 

La forte mareggiata ha provocato l'ingresso di acque anche nella zona della Pagoda e di Piazza del Mare a Lignano Pineta. I volontari della Protezione civile hanno lavorato a lungo per svuotare scantinati e garage allagati.

Tuttavia non si segnalavano particolari criticità, martedì, al primo passaggio delle 6 a Lignano, se si eccettua l’acqua alta e una mareggiata che però non aveva intaccato più di tanto l’arenile.

 

Lignano, allagati abitazioni e scantinati


 

Nel pomeriggio la Protezione civile lignanese alle 14.45 ha deciso di interdire l’accesso al pontile del Faro Rosso almeno fino a mercoledì. In serata la situazione è peggiorata, con la tracimazione delle acque lagunari nella zona del porticciolo dei residenti. Le acque hanno invaso le carreggiate delle vie circostanti.

E per ore sono state tenute sotto osservazione anche tutte le darsene e la Litoranea Veneta. Da qui l’invito ai residenti «di restare nelle proprie abitazioni per facilitare le operazioni di chiusura strade ed eventuali soccorsi». A Marina Uno l’acqua ha coperto la banchina per oltre 30 centimetri. Anche il sindaco Luca Fanotto sta seguendo l’evolversi della situazione.

Marano sott'acqua

Acqua alta in alcuni punti fino ai pontili degli ormeggi delle imbarcazioni a Marano Lagunare, dove però il fenomeno è scemato durante la giornata grazie alla quasi assenza di vento e soprattutto alla mancanza del “sciroccale”.


 

Anche nella zona del molo della Vecchia Pescheria l’acqua non ha mai raggiunto il livello di guardia. Nel pomeriggio di martedì era scesa. Il picco della marea si è avuto nella tarda serata di martedì e l’allerta permane per la mattinata di mercoledì.

 

 

Allagate alcune cantine, l’acqua è uscita dal molo invadendo le strade limitrofe al canale del porto. Va sottolineato che circa la metà dei pescherecci è rimasta agli ormeggi in porto, mentre si valuterà solo mercoledì la possibilità di uscire in mare. L’assessore Sandro Ceccherini, si è recato più volte sui pontili a verificare l’evolversi della giornata.





Nautiche monitorate

Barche da diporto a livello degli approdi, nella nautiche dell’Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro, qualcuna però a seguito dell’alta marea è salita sulle dighe di contenimento. Nella serata la squadra della locale Protezione civile è stata allertata a causa di possibili esondazioni dei corsi d’acqua, Roggia Corgnolizza e Fiume Corno, nelle zone basse della cittadina dovute all’alta marea.

 


 

Tutto è preordinato al vento e alla ricezione del mare della massa d’acqua scaricata dai fiumi. Nessun problema invece alla movimentazione nel porto commerciale per il vento a causa del vento, l’operatività del porto è andata avanti in tranquillità.

Acqua fuori a Grado

A Grado martedì l’acqua è arrivata a toccare i pontili degli ormeggi del porto, uscendo in qualche tratto dal molo (Riva dei Bersaglieri) ma senza arrecare danni.

 

 

In serata la situazione è peggiorata drasticamente: il centro storico è stato interdetto al traffico a causa delle mareggiate e alle 22 è stata chiusa la strada translagunare che collega l’Isola d’oro all’entroterra.

 



 


Anche a Grado la maggior parte delle barche dei pescatori sono rimaste in porto a causa delle avverse condizioni meteo. A Cervignano l’Ausa è tracimato in più punti.

 



 

Ad Aprilia Marittima non era mai successo in 40 anni che l'acqua superasse il muro di contenimento davanti alla darsena centrale. Allagati i Cantieri e gli uffici.

 

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