Il commercio al dettaglio resiste tra molte difficoltà

Pordenone e il suo territorio esprimono numeri tra i migliori in regione e in Italia Comuni capomandamento attrattivi. Un terzo dei consumatori fa acquisti on line



Come sta il commercio al dettaglio a Pordenone e in tutto il territorio provinciale? E qual è il comportamento dei consumatori? Domande alle quali ha cercato di dare risposta la ricerca di Format Research commissionata da Ascom Confcommercio. Emerge che, pur in una situazione complessiva di profonda crisi e di pessimismo sul futuro, Pordenone e il suo territorio riescono a rimanere a galla ed esprimono numeri tra i migliori in regione e in Italia. L’istituto di ricerca ha svolto negli ultimi mesi un’indagine basata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo dei consumatori residenti nei comuni dei sei mandamenti della provincia di Pordenone, ovvero Pordenone, Azzano Decimo, Maniago, Sacile, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo. Ieri, in un convegno, si sono tirate le fila fornendo un panorama completo della situazione. Da quel che è emerso, nell’ultimo decennio, a fronte di una tenuta del terziario in Friuli Venezia Giulia (meno 1 per cento le imprese attive), il commercio al dettaglio è risultato il comparto più colpito dalla crisi con un meno 8 per cento. Nella prima metà del 2019 si conferma la stagnazione dei consumi: in questo senso, cala la fiducia di consumatori e imprese, che ravvisano anche una flessione dei ricavi.


Pur in un contesto di crisi dei consumi e di autoselezione delle imprese del commercio al dettaglio, i comuni capomandamento mostrano un livello di attrattività elevato per gli acquisti alimentari e non alimentari: la forza attrattiva maggiore la si nota nel capoluogo (il flusso dai comuni limitrofi è del 90 per cento), ma a livello più locale anche i singoli comuni capomandamento dimostrano una capacità attrattiva di clienti e consumi (dai comuni limitrofi al capomandamento si sposta in media il 70 per cento dei consumatori). Negli ultimi 10 anni si è assistito a un marcato miglioramento della qualità della vita a Pordenone rispetto agli altri capoluoghi regionali: i dati della ricerca dicono che Udine e Gorizia sono in calo rispettivamente di sette e due posizioni, Trieste è stabile, mentre Pordenone ha fatto un balzo in avanti di 43 posizioni. I motivi riguardano il crescente livello di vivibilità del centro combinato all’importante lavoro svolto sul territorio (eventi e manifestazioni).

Continua a crescere il fenomeno del commercio elettronico: un terzo dei consumatori della provincia di Pordenone acquista on line prodotti non alimentari, mentre permane più bassa, anche se in crescita, la quota per i generi alimentari. Sacile è il mandamento nel quale si acquista di più su internet (34,6 per cento gli acquisti non alimentari, 3,9 gli alimentari), Spilimbergo quello dove si acquista di meno on line (27,5 per cento gli acquisti non alimentari, 2,1 gli alimentari). A fronte del progressivo calo del numero di imprese attive nel commercio al dettaglio tradizionale, triplica la quota di quelle che vendono esclusivamente on line: in provincia di Pordenone le imprese con un sito web sono il 73 per cento, il 18 per cento ha un sito di e-commerce. Dal 2010 il numero di imprese che effettuano commercio esclusivamente on line nel territorio pordenonese è aumentato del 211 per cento: si tratta di un fenomeno, quindi, che bisogna essere in grado di cavalcare per non essere schiacciati da questo sempre crescente sistema di vendita. —





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