Il Tagliamento fa paura: sono ore di apprensione a Latisana

Riccardi: il livello del fiume ha quasi raggiunto quello durante la tempesta Vaia. Il vicesindaco: «Dopo 53 anni ci prepariamo ancora con i sacchetti di sabbia»

LATISANA. Bassa ancora sferzata da vento e pioggia. La nuova ondata di maltempo che si è abbattuta su pianura e costa nella notte di domenica, dopo la giornata di tregua, già nella prima serata di ieri si è riproposta.

Osservato speciale resta il fiume Tagliamento: dopo la prima ondata di piena di sabato con un picco di 7,60 metri e la seconda piena, all’alba di ieri di 8,40 metri, i rilevamenti eseguiti all’idrometro di Venzone (il dato che permette di capire quanta acqua arriverà a Latisana) per l’intera giornata hanno confermato un livello del fiume ben al di sotto della soglia d’allerta.

Resta da capire l’evoluzione delle prossime ore e in particolare della notte, dal momento che precipitazioni particolarmente intense sono previste anche nel bacino montano del fiume e – come anticipava ieri una nota ufficiale la Regione – rispetto a una prima previsione la pioggia attesa per oggi potrebbe cadere in anticipo, già nel corso della nottata.

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Le due ondate di piena di sabato e di ieri hanno pesantemente colpito il litorale continuando l’azione di erosione che da diversi giorni sta interessando la spiaggia della località.

Analizzando la situazione del Tagliamento il vice presidente assessore alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi ha evidenziato come le abbondanti piogge abbiano portato il fiume a raggiungere un livello di piena inferiore di soli 20 centimetri rispetto a quanto si registrò un anno fa, in occasione della tempesta Vaia.

Anche per le prossime ore resta attiva l’allerta nel gruppo comunale di Protezione Civile di Latisana che già nella giornata di domenica e nella notte ha visto i proprio volontari presidiare gli argini, mentre alcune unità hanno raggiunto il territorio comunale di Rivignano Teor come supporto alle locali squadre nella preparazione dei sacchi di sabbia utilizzati per arginare la piena del fiume Stella. E sempre nella giornata di domenica i volontari hanno effettuato nuovamente degli interventi nella località turistica di Aprilia Marittima, allagata un’altra volta dall’acqua uscita dalle darsene come conseguenza dell’alta marea.

«Purtroppo viviamo in un Paese dove la politica non ha il coraggio di decidere e i cittadini vengono lasciati soli a gestire l’emergenza – è il commento del vicesindaco di Latisana, Angelo Valvason – perché è giusto ricordare che è solo grazie ai cittadini “volontari” della Protezione civile se riusciamo a gestire le emergenze. E non solo qui ma in tutta Italia.

Non è possibile che dopo 53 anni ci troviamo ancora a preparare i sacchetti di sabbia – è lo sfogo del vice sindaco di Latisana – e pensare che la prima soluzione tecnica per mettere in sicurezza i nostri territori è stata presentata nel 1970. Da allora la politica ha giocato a costituire tavoli e commissioni, fino a oggi. Ora è giunto il momento di ribellarsi e pretendere una “decisione” e non commissionare l’ennesimo “studio”.

Il sindaco ha già avviato un’azione di sensibilizzazione nei confronti della Regione, ora c’è bisogno di un sostegno da parte di tutti i cittadini che vivono le emergenze, istante per istante, notte e giorno, con l’enorme preoccupazione di vedersi portare via in un attimo i sacrifici di una vita. Dobbiamo tutti insieme, sindaco in testa, incalzare la Regione e il Ministero perché risolvano la situazione di stallo e realizzino le opere di laminazione nel medio corso».
 

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