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Muore a 16 anni, l'ultimo whatsapp ai genitori: «Sto arrivando»

San Daniele, su Instagram un filmato girato a inizio serata in un’altra vettura nella stessa zona. La corsa verso casa dopo le chiamate della madre

SAN DANIELE. Preso così, con tutta la leggerezza dei sedici anni, pareva un gioco. Da vivere e immancabilmente condividere sui social network. Una storia su Instagram, la piattaforma che va per la maggiore tra gli adolescenti: sparisce dal web in 24 ore, ma solo nella realtà intangibile della Rete.

Perché nella vita, quella reale, certe ferite non si rimarginano, mai. Quel pensiero ( «In otto in una macchina da cinque») affidato al cellulare da uno degli amici di Daniele Burelli è diventato l’interrogativo che tutti nei bar di Fagagna si pongono da ieri mattina.

È diventato titolo di un fatto di cronaca e, ancor prima, domanda senza risposta appesa ai pensieri di mamma Enrica e papà Marco, che hanno perso senza un valido perché (ammesso che mai ne esista uno) un figlio di sedici anni.


Nel video Daniele non compare. Sarebbe stato girato non sull’Opel Corsa, ma due ore prima su un’altra auto a bordo della quale i giovani si sono spostati durante la serata. «Perché?», si chiede papà Marco, seduto sulla panca della cucina nella casa di Battaglia.

«Erano in otto, in otto, Santiddio», ripete con le mani che affondano sul volto rigato dalle lacrime. «Sono andato in ospedale a San Daniele – racconta –. Non uno che avesse detto: “Ma cosa stiamo facendo?”. Una cazzata, ecco cos’era».

Daniele si rifugiava nell’auto della mamma per scrivere messaggi, fare chiamate, ascoltare la sua musica. Avere insomma un po’ di quella privacy che l’adolescenza brama, famelicamente. Come i coetanei, viveva con il cellulare sempre in mano, magari quella con cui non teneva in mano gli attrezzi che gli servivano a lavorare qualsiasi cosa metallica che gli capitava a tiro.

Sullo schermo del telefonino, dopo l’una, iniziano a lampeggiare le chiamate della mamma. Una, due, cinque. Non risponde, ma capisce di essere stato scoperto: «Dobbiamo rientrare, forza», dice alla compagnia della serata, fatta di quindicenni e una quattordicenne. Risponde finalmente con un WhatsApp alla mamma all’1.32: è l’ultimo messaggio, prima dello schianto fatale.

Famiglia Convertito by Anonymous rb1bbgGvXH on Scribd



Proprio su Instagram la famiglia ha rivolto un appello ai giovani. Lo stesso che il papà, con la voce che s’incrina prima di lasciare spazio al pianto, quasi urla: «La vita non è quella degli smartphone, dei computer, dei videogiochi dove le vite sono cento e pazienza se se ne perde una. La vita è questa, è una: non può essere spenta da una stupidaggine». —
 

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