Le “sardine” friulane pronte a manifestare: sondaggio per il luogo

Norina Tiussi

Udine, il gruppo ha superato le 10 mila adesioni su Facebook. No dei Regeni a Fiumicello come sede del primo evento

UDINE. Il gruppo Facebook “Le sardine Friuli Venezia Giulia”, che si muove nel solco delle manifestazioni spontanee nate in Emilia Romagna per contrastare la “calata” di Matteo Salvini in quella regione, ha superato le 10 mila adesioni.

Un risultato, almeno sulla carta e in attesa della piazza vera e propria, di grande prestigio per il gruppo fondato da Norina Tiussi, la 56enne di Visco che per prima ha avuto l’idea di utilizzare uno dei principali social network per diffondere la protesta.



«Abbiamo appena superato il muro delle 9 mila adesioni – ha dichiarato ieri Tiussi in un video postato sulla pagina Facebook prima che gli iscritti schizzassero sopra quota 10 mila – e onestamente non pensavo a un successo del genere.

Io ho gestito una famiglia di cinque persone, ma da qui a dover pensare, da un giorno all’altro, a oltre 9 mila non è facile. Comunque ci stiamo organizzando per la manifestazione e sicuramente non finirà tutto lì. Oggi ci sentiamo meno soli e ringrazio tutti».

Una manifestazione che, teoricamente, dovrebbe tenersi sabato 30 novembre, ma il gruppo deve ancora decidere dove. Sicuramente non sarà a Fiumicello nonostante l’iniziale volontà di Tiussi che ha postato il “no grazie” della famiglia Regeni.

«Non ho ancora pubblicato il sondaggio – si leggeva sul gruppo a metà pomeriggio – perché nel cuore un luogo l’avevo pensato. Fiumicello in memoria di Giulio. Ho però voluto sentire la famiglia che ci risponde con un messaggio che voglio condividere con voi.

Il 25 gennaio andremo sicuramente a Fiumicello». Chiaro, infatti, il messaggio di risposta dei Regeni pubblicato in calce al post da Tiussi. «La famiglia Regeni ringrazia per l’attenzione – si leggeva –, ma desideriamo che la tragedia di Giulio abbia una sua identità. Per Giulio a Fiumicello ogni 25 gennaio c’è la fiaccolata. Paola e Claudio Regeni».

Scartato Fiumicello, dunque, in lizza nel sondaggio restano quattro località: Monfalcone, Palmanova, Gradisca d’Isonzo e Trieste con la città cantierina avanti nella consultazione che si chiuderà venerdì 22.

«Abbiamo ragionato così – ha scritto l’ex assessore provinciale di Gorizia, e braccio destro di Tiussi, Ilaria Cecot –: escluso Udine e Trieste per sgomberare il campo dall’eterno dualismo tra il Friuli e la Venezia Giulia. Abbiamo quindi ragionato per “simboli e significati” dei luoghi da proporvi. I luoghi tra cui potete scegliere sono quindi: Monfalcone, Gradisca d’Isonzo e Palmanova.

Monfalcone è per il Friuli Venezia Giulia la Bologna ormai perduta, ma da riconquistare, città industriale e multietnica. Gradisca d’Isonzo un esempio di una piccola città di provincia che si confronta quotidianamente con i temi dell’inclusione e dell’accoglienza, scegliendo però sempre l’umanità come metro di valutazione.

Palmanova, l’idea iniziale di Norina, città capolavoro architettonico ma non soltanto, città anche questa che ha saputo mantenere un voluto umano rispetto ai temi difficili dell’accoglienza. Tutte facilmente raggiungibili da ovunque, servite sia da autostrade sia da ferrovie». —


 

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