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Rivuole il cane che sbranò lo zio in giardino

Brugnera, depositata in Procura l’istanza di dissequestro dell’amstaff Ettore. In settimana il veterinario valuterà la sua pericolosità

BRUGNERA. Da oltre un mese l’amstaff Ettore, che con il figlio meticcio Claus sbranò il 25 ottobre scorso il pensionato Avellino Corazza, 75 anni, a Brugnera, provocandone la morte per dissanguamento, è in un box di isolamento al canile di Villotta, affidato al custode giudiziale.

Il padrone, però, vorrebbero riportare a casa il cane, che proprio il 25 ottobre era stato posto sotto sequestro dalla Procura di Pordenone, in attesa di una valutazione sulla sua pericolosità. Nei giorni scorsi, infatti, il proprietario dell’animale Massimo Sandrin ha depositato un’istanza di dissequestro al pm Carmelo Barbaro.



In settimana Ettore sarà pertanto esaminato dal veterinario comportamentalista dell’Azienda per l’assistenza sanitaria 5 Ornella Delneri (la stessa che valutò il pastore belga Cloe, che azzannò a morte la piccola Astrid Guarini, 3 anni, a San Martino al Tagliamento). Finora l’amstaff, che in canile non ha mai dato segno di aggressività e si è sempre mostrato docile e affettuoso, non è stato mai sottoposto ad alcun accertamento diagnostico. La sua pratica era rimasta ferma, fino all’istanza di dissequestro.

Il veterinario dell’Aas 5 prescriverà una serie di esami per verificare se l’aggressione sia stata scatenata da cause organiche o da ragioni comportamentali. Dopo l’esito della risonanza magnetica si deciderà il percorso dell’animale.

L’indagine sulla morte di Avellino si è chiusa con l’esclusione di profili di colpa da parte dei proprietari di Claus e Ettore. I carabinieri della stazione di Sacile hanno appurato che il pensionato era entrato da solo nel giardino dei parenti e di sua iniziativa, senza aver ricevuto alcun incarico di accudire gli animali, usando il telecomando del cancello in suo possesso, oltretutto in assenza del nipote Massimo Sandrin e della cognata Leda Giust.

L’ipotesi è che Avellino fosse entrato per raccogliere funghi. I due cani, che mai avevano attaccato qualcuno prima di quel momento, hanno assalito il pensionato e hanno continuato a infierire su di lui anche quando l’anziano, colto da malore, è caduto a terra. La moglie Maria Rina Sandrin, richiamata dalle grida strazianti, ha cercato di salvarlo ed è stata aggredita a sua volta. Azzannato alla gamba dai cani anche il figlio Giorgio, che è riuscito a farli smettere soltanto sparando a Claus con il fucile da caccia del papà.


 

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