Addio a Domenico Lenarduzzi, padre dell'Erasmus

Domenico Lenarduzzi

Figlio di friulani emigrati in Belgio, a Bruxelles dove viveva, inventò il programma che ancora oggi consente agli universitari di studiare all’estero. Da emigrante, Leonarduzzi aveva avuto modo di sperimentare sulla propria pelle la difficoltà di accedere alle università straniere

UDINE. Se ne è andato per sempre, ma per tutti Domenico Lenarduzzi, 83 anni fa, giurista e direttore onorario della Commissione europea, resterà il padre dell’Erasmus.

Figlio di friulani emigrati in Belgio, a Bruxelles dove viveva, Lenarduzzi inventò il programma che ancora oggi consente agli universitari di studiare all’estero. Da emigrante, Leonarduzzi aveva avuto modo di sperimentare sulla propria pelle la difficoltà di accedere alle università straniere.

Il mondo accademico piange Domenico Lenarduzzi, il papà dell'Erasmus

A dare la notizia della sua scomparsa è stata la figlia Isabella su Facebook: «Mio papà – scrive – si è spento ieri sera». Paraplegico da quando aveva 18 anni, Leonarduzzi era una persona altruista, aperta ma soprattutto lungimirante. È sempre stato un europeista convinto. La sua è stata una carriera esmplare: nel 1960 si distinse al fianco del decano della facoltà di Economia che, dopo la sua nomina alla Corte dei Conti europea nel 1960, decise di portarlo con lui.

Nel 1965 vinse un concorso alla Direzione generale dell’occupazione e affari sociali, qualche anno più tardi, nel 1969, passò alla Direzione generale della politica regionale per occuparsi del coordinamento del Fondo sociale e agricolo. È qui che iniziò a studiare l’impatto dell’adesione all’Unione di Spagna, Portogallo e Grecia per iniziare poi a occuparsi di “Risorse umane” nel settore educazione.

Nel 1999 venne nominato direttore generale della politica dell’Istruzione dove iniziò a studiare i metodi per facilitare la mobilità dei docenti e degli studenti, stimolando programmi di cooperazione fra le università europee. Gettò le basi a quello che nel 1987 divenne il programma Erasmus e nel 1995 programma Gioventù d’Europa e Socrate. In tutti questi anni, Lenarduzzi non aveva mai smesso di amare il Friuli. Tornava spesso e anche nella sua terra incontrava e dialoga volentieri con i giovani. Oggi a casa nostra e in Europa sono in molti a piangere per la sua scomparsa.

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