Blasoni è tornato a casa: ecco perchè il giudice gli ha concesso i domiciliari

Udine, il gip accoglie l’istanza della difesa. "Finalmente sono in famiglia". Visibilmente provato, ha abbracciato compagna e figlie

UDINE. Dopo quarantotto giorni di carcere, martedì 10 dicembre Massimo Blasoni è rientrato casa sua, in via Piave. Ci è tornato poco dopo le 14: il giudice per le indagini preliminari, Mariarosa Persico, ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del patron di Sereni Orizzonti, gli avvocati Luca Ponti e Fausto Discepolo.

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Poco dopo le 14 proprio Ponti ha prelevato Blasoni dal carcere di via Spalato e l’ha riaccompagnato a casa. L’imprenditore friulano, provato per la lunga permanenza nella cella del penitenziario, ha ripetutamente ringraziato l’avvocato nel tragitto tra i cancelli del carcere e l’auto. «Sono felice di essere a casa», ha detto alla compagna e alle figlie, che lo attendevano sull’uscio.


Le motivazioni del gip

Il 12 novembre la prima richiesta di attenuazione della misura cautelare formulata dal collegio difensivo era stata rigettata dal presidente relatore del tribunale del riesame di Trieste, Laura Barresi, che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per l’ex consigliere regionale e uomo forte di Forza Italia in Fvg.

La chiave di volta che ha spinto il Gip a riconsiderare la necessità della carcerazione sta tutta nell’interrogatorio-fiume che Blasoni ha reso il 29 novembre, definito dalla Procura «parzialmente ammissivo» rispetto alle responsabilità dello stesso imprenditore e proprietario della Sereni Orizzonti spa, ritenuto dagli inquirenti a capo di una truffa milionaria sui contributi pubblici erogati dalle aziende sanitarie di sei Regioni alle sue case per anziani.

Le sette ore di faccia a faccia a fine novembre hanno convinto il giudice per le indagini preliminari a concedere i domiciliari: non sussiste il pericolo di fuga, né quello di inquinamento delle prove, tantomeno il rischio di reiterazione del reato. Un’altra freccia nella faretra della difesa è rappresentata dall’azzeramento dei vertici dell’azienda e dalla nomina di un cda nuovo di zecca, al posto dei componenti investiti dall’inchiesta della Procura di Udine.

L’avvocato

«È un successone», commenta l’avvocato Ponti, visibilmente soddisfatto per l’okay del Gip alla scarcerazione. «Il giudice ha verificato come la società sia andata in queste settimane prescindendo da lui, adottando misure tese a migliorare ulteriormente la qualità del servizio», evidenzia il legale. «Soddisfatto» anche il collega Discepolo, che guarda a un processo «incentrato sui numeri».

Ritorno a casa

È stato proprio il legale, prima delle 14, a presentarsi fuori dal penitenziario di via Spalato. Un blitz vero e proprio, per dribblare occhi indiscreti e giornalisti. Jeans (rigorosamente senza cintura, come previsto dai regolamenti carcerari) e golfino, Blasoni è montato sull’auto di Ponti e con lui si è diretto verso via Piave. È arrivato a casa alle 14.15, accolto dalla compagna e dalle due figlie, che l’hanno abbracciato a lungo.

«Sono contento di poter stare di nuovo con la mia famiglia», ha detto l’imprenditore, visibilmente provato dai 48 giorni trascorsi in carcere. Il patron di Sereni Orizzonti trascorrerà dunque a casa le festività natalizie e si prepara a rispondere alle accuse formulate dagli inquirenti. «Ha già spiegato di voler studiare le carte che ancora non aveva avuto modo di analizzare», conclude l’avvocato Ponti. —


 

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