Lo scrittore ammalato dona un presepe al reparto di oncologia

Pordenone: da Andrea Spinelli una lezione di vita e di stile. Il lavoro finito in modo innovativo e consegnato in tempo, alla vigilia del ricovero 

Il senso del Natale, della vita che vince la morte, è tutta dentro i suoi gesti, le sue parole, ma anche nelle sue opere. La scrittura certo, ma anche quell’abilità manuale che fa parte di quello che lui definisce sempre «il mio cammino». Andrea Spinelli, lo scrittore-camminatore, che convive con un grave tumore al pancreas, il suo regalo di Natale lo ha già fatto a tutti. E lo ha consegnato lunedì 9 dicembre, in una lotta contro il tempo, il suo tempo, al reparto di oncologia di Pordenone.

Martedì 10 dicembre, infatti, Spino, come lo chiamano gli amici reali e virtuali, si ricovera per un’urgenza programmata. Saranno giornate difficili, lo dice lui stesso in un video in cui ha svelato in anteprima il presepe, la semplicità e allo stesso tempo la sapienza dei dettagli che ha creato.



«Un presepe racconta una sua storia. Ci sono ricordi di infanzia, posti che vedo quando cammino. Lavorare con le mani è un cammino anche quello, camminare viene da dentro non è un movimento del corpo. Camminare serve ad andare avanti con la mente – ha detto Spino – e ad affrontare quelle che sono giornate difficili».

Giornate difficili sono state definite, dai mass media, anche quelle in cui è stata discussa e approvata la riforma sanitaria.

«Si parla di giornate difficili, ma le giornate difficili le ha chi ha il cancro, la sla, chi ha malattia gravi – è la riflessione dello scrittore –. Quelle sono le giornate difficili, non decidere su una riforma in cui si toccano punti lontani anni luce da chi vive i problemi. Quella è solo politica. Non ne faccio una questione di destra o sinistra, vertebrati o invertebrati».

Il problema per Spinelli è semmai che le scelte della politica non tengono conto della vita vera, che è anche la vita dei malati, di chi come lui sopravvive con la malattia, conquista la vita giorno per giorno. E non a caso il suo motto, il suo saluto, è sempre «Buona vita». Parole semplici, come il presepe e ciò che rappresenta, semplici come la verità, quella che Spinelli racconta sempre e arriva dritta al cuore delle persone.


 

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