Raccolta rifiuti porta a porta a Udine: il "duello" tra Govetto e Venanzi

Ospiti nella sede di viale Palmanova del Messaggero Veneto il consigliere eletto nelle fila di Forza Italia, Giovanni Govetto, che presiede la commissione Territorio e Ambiente, e il capogruppo del Pd

UDINE.Il porta a porta continua a far discutere e a dividere. Anche la politica. Per il consigliere di Fi, Giovanni Govetto, presidente della commissione Territorio e ambiente, è «una scelta coraggiosa e lungimirante che consentirà di mantenere basse le tariffe e migliorerà l’ambiente» mentre per il capogruppo del Pd, Alessandro Venanzi quella adottata a Udine «è una soluzione ormai superata che rischia di trasformarsi in un salasso per gli udinesi, i quali dovranno far fronte anche a disagi e disservizi, frutto dell’improvvisazione con cui l’amministrazione di centrodestra ha gestito l’introduzione del nuovo sistema di raccolta».

Difficile, se non impossibile, trovare un punto di incontro tra i due consiglieri comunali che sono stati ospiti nella sede del nostro giornale in viale Palmanova per valutare i primi giorni del nuovo sistema di raccolta.

Pur ammettendo problemi e criticità emersi a una settimana dall’avvio del “casa per casa” nell’ex seconda circoscrizione, Govetto è però sicuro che il porta a porta sia la soluzione vincente «per contenere i costi proiettare Udine di nuovo tra le città più virtuose dal punto di vista ambientale». Difficile, se non impossibile, ieri trovare un punto di incontro tra i due consiglieri comunali che sono stati ospiti nella sede del nostro giornale in viale Palmanova per valutare i primi giorni del nuovo sistema di raccolta.

«Ci sono stati disagi, ma ce li aspettavamo e siamo al lavoro per capire come risolverli - ha assicurato Govetto -. D’altra parte abbiamo deciso di introdurre gradualmente il nuovo sistema proprio per avere il tempo di adottare tutti i correttivi necessari. Insieme alla Net cercheremo di adottare soluzioni ad hoc per risolvere anche tutte le situazioni particolari che stanno emergendo. In particolare stiamo valutando alternative per anziani e disabili che hanno difficoltà a gestire i bidoncini domiciliari».

Per Venanzi, al di là dei problemi puntuali, c’è stato un errore di fondo: «Nessuno è contrario all’obiettivo di arrivare all’80% di differenziata, anzi. Ma non capiamo perché a Udine si sia deciso di adottare un sistema vecchio di 25 anni che molti comuni stanno abbandonando. Il cassonetto intelligente, accessibile per esempio con la tessera sanitaria, avrebbe risolto diversi problemi».

Un’ipotesi che è stata presa in considerazione dal Comune: «Abbiamo chiesto alla Net di valutare diverse soluzioni ma con i cassonetti intelligenti, che avrebbero comportato un investimento iniziale di 15 milioni e che richiedono una manutenzione costosa, non viene garantita una elevata qualità dei rifiuti conferiti. Per esempio a Ferrara vengono usati per l’indifferenziato e ognuno paga in base a quanto conferisce ma così in molti inseriscono rifiuti che andrebbero nel secco in altri contenitori per pagare meno in bolletta con il risultato che la qualità di quanto viene differenziato è bassa».

Una spiegazione che non ha convinto Venanzi: «Sarebbe stato meglio parlarne per tempo dando la possibilità ai cittadini di condividere le scelte. Anche perché l’investimento iniziale avrebbe poi evitato i costi “sommersi” come per esempio la spesa che chi abita in condominio dovrà affrontare per far esporre i bidoni nei giorni di raccolta. Senza contare gli indubbi vantaggi in termini di comodità perché sarebbe stato possibile gettare i rifiuti sempre e non solo in giornate stabilite».

Immediata la replica di Govetto: «Primo non è vero che tutti sono obbligati ad affidarsi a un’impresa. Se ci si mette d’accordo tra condomini non è necessaria alcuna spesa aggiuntiva. Nei grandi palazzi del centro che già adottano la differenziata spinta comunque la spesa è di pochi euro al mese. Per quanto riguarda i giorni di raccolta, dopo il confronto avuto con i cittadini e le associazioni abbiamo già adottato dei correttivi aumentando i giorni di ritiro e siamo disponibili a modificare ancora se necessario. Inoltre non dobbiamo dimenticare che siamo inseriti in un contesto in cui quasi tutti i comuni contermini utilizzano il porta a porta e tra i nostri obiettivi c’è anche l’eliminazione del cosiddetto turismo dei rifiuti che passa dall’eliminazione dei cassonetti stradali (circa 20 mila, ndr)».

Per risolvere almeno in parte i problemi per il Pd sarebbe opportuno introdurre delle isole ecologiche. «Ci stiamo pensando - ha assicurato Govetto - e ascolteremo tutti i suggerimenti dei cittadini». Per Venanzi sarebbe stato meglio farlo prima. «È vero - ha ammesso Govetto -, ma tanti problemi emergono solo nel momento in cui si mette in pratica le cose. Voi avete scelto di non fare nulla, noi invece abbiamo ritenuto giusto intervenire soprattutto per l’ambiente». Secondo Venanzi «senza la tariffa puntuale (che consente di pagare in base all’indifferenziato prodotto da ciascun utente, ndr) sarà difficile raggiungere alte percentuali di differenziata e nei condomini non sarà facile attuarla». Ma anche in questo caso il Comune non esclude di cambiare a breve: «Vogliamo introdurre la tariffa puntuale e per i condomini stiamo valutando l’utilizzo di sacchetti con un codice in modo da sapere esattamente chi conferisce».

Il capogruppo dem è però convinto che tutti questi accorgimenti, comprese i due centri di raccolta che il Comune intende realizzare a est e a ovest della città, porteranno a un aumento della Tari che «potrebbe raggiungere il 30% tenendo conto anche dei costi sommersi».

Govetto invece ha assicurato che non ci saranno aumenti: «Il piano economico della Net è chiaro, lo ha ribadito anche il giudice amministrativo (l’opposizione aveva presentato un ricorso al Tar contro l’introduzione del porta a porta, ndr) e - ha concluso - non ci saranno

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