Risparmio tradito, due mesi in più per presentare le domande per i rimborsi

Bisognerà aspettare l’estate 2020 per i risarcimenti. Da Consumatori attivi 200 richieste di ex soci di BpVi e Vb

UDINE. Sono circa 200 finora, su 2.500 posizioni aperte agli sportelli di Consumatori attivi, le domande complete che possono essere inviate al Fondo indennizzo risparmiatori, istituito dal governo con la legge di Bilancio 2019 e che prevede una dotazione finanziaria di 1,5 miliardi in tre anni per rimborsare i clienti delle 4 banche dell’Italia centrale e di BpVi e Vb che hanno subito danni con l’acquisto di azioni od obbligazioni. Altre posizioni di ex soci della Popolare di Vicenza o di Veneto Banca (in numero inferiore) sono seguite da Federconsumatori o dal Mdc. Ma la legge di Bilancio 2020, appena varata dal governo giallorosso, ha modificato alcuni meccanismi di accesso, allungando di 2 mesi il termine per le domande.

«Però - come sottolinea la presidente di Consumatori attivi, l’avvocato Barbara Puschiasis - banca Intesa è ancora indietro con la consegna dei documenti necessari per l’accesso al Fir. Centinaia sono le domande, ma 15 mila sono i potenziali azionisti e obbligazionisti subordinati delle ex Popolari venete che in Fvg possono accedere al Fir: il tempo stringe».


La legge di Bilancio 2020 appena varata viene incontro, almeno in parte, alle richieste formulate dalle associazioni dei consumatori. È stata concessa la proroga per presentare la domanda al Fir, il termine dunque scadrà il 18 aprile 2020 anziché il 18 febbraio. La Commissione tecnica potrà acquisire tutti i documenti necessari per l’esame delle domande al Fir quali atti giudiziali, stragiudiziali e altro. Per i trasferimenti tra vivi degli strumenti finanziari delle banche in liquidazione successivi al 30 dicembre 2018 si rilevano i requisiti reddituali e patrimoniali (35 mila euro di reddito e/o 100 mila di patrimonio mobiliare) e i limiti quantitativi all’indennizzo (30% del prezzo pagato per l’acquisto delle azioni o il 95% del prezzo pagato per le obbligazioni subordinate entro il limite massimo di indennizzo erogabile di 100 mila euro) che sussistevano in capo al titolare.

C’era infatti un “buco normativo” nella legge istitutiva del fondo che agevolava i furbetti. Vengono razionalizzati i dati da inserire per la domanda. Non più il prezzo di acquisto di ogni singola tranche, ma il prezzo medio di carico. Il 30% viene riconosciuto anche sugli oneri fiscali sostenuti durante il possesso delle azioni. Infine coloro che risiedono all’estero dovranno produrre la documentazione attestante i requisiti patrimoniali e reddituali del Paese di residenza.

Ma i tempi per vedere i primi soldi si allungano ancora. Pagamenti da parte del Fir non prima nell’estate 2020, «anche se stiamo chiedendo - dice Puschiasis - ogni sforzo possibile alla Commissione tecnica per anticipare. I primi a essere rimborsati saranno coloro che a cui spetterà un indennizzo inferiore a 50 mila euro e rispetteranno il parametro reddituale di 35 mila euro oppure quello patrimoniale di 100 mila».

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