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L'amore per i nipotini e un lavoro trovato da poco: ecco chi era la 35enne morta mentre andava al veglione di Capodanno

Mirella e la madre Luciana in una foto scattata poco prima dell'incidente di martedì 31 dicembre

Buttrio, Mirella Candussio aveva mandato un sms alla sorella poco prima del tragico incidente sulla Regionale 56

BUTTRIO. In camera, appeso al letto, c’è ancora il suo cappello da elfo, quello che la sorella Silvia le aveva regalato per Natale.

Nell’appartamento al primo piano della palazzina di via Beltrame, a pochi metri dal luogo in cui è avvenuta la tragedia, tutto parla di Mirella Candussio, 35 anni, e della sua giovane vita, spezzata in un terribile incidente stradale. Ci sono le sue foto appese al muro e, sul letto, c’è un maglione bianco, il suo preferito, quello che Silvia, la sorella, continua a stringere piangendo.



È proprio Silvia, che abita a San Leonardo, l’ultima persona a cui Mirella, quella maledetta sera, ha inviato l’ultimo messaggio whatsapp. «Martedì pomeriggio ci eravamo viste. Mirella era in cucina e ci siamo fatte gli auguri. Poi sono tornata a casa. Poco prima dell’incidente le avevo mandato un messaggio di auguri, avevo voglia di sentirla e lei mi ha risposto “Abbiamo ancora tante albe e tanti tramonti da guardare assieme”.

Poi mi ha chiesto delle sue tre scimmiette, chiamava così i suoi nipotini. Li adorava. Le avevo inviato una foto di tutti e tre assieme ma non l’ha mai visualizzata. L’ultimo accesso è stato alle 20.36, qualche instante prima dell’incidente in cui ha perso la vita».

Un rapporto indissolubile quello tra Mirella e Silvia, che non riesce a darsi pace. «Stava andando a cena in un locale di Moimacco, assieme alla sua amica. Era felice di passare una serata spensierata. Stava passando un bel periodo. Aveva da poco trovato lavoro in una ditta di pulizie. Non era il suo sogno ma le piaceva e ci metteva cuore e anima».

Sognava l’amore, Mirella, che aveva sofferto molto per la perdita del padre Roberto, mancato nel 2003. «Voleva trovare qualcuno che l’amasse per ciò che era, diceva sempre così – le parole della sorella Silvia –. Cercava la serenità. Era una donna che stava sbocciando.

Aveva studiato al liceo delle scienze umane ma prima di terminare gli studi nostro padre è morto. Per tutti noi e per Mirella in particolare è stato un trauma difficile da superare. Ha sofferto tanto».

Mirella amava scrivere, poesie e racconti. «Aveva un talento naturale - Silvia si asciuga le lacrime e sorride dolcemente –. Riusciva a esprimere il suo vissuto con una delicatezza rara. Era silenziosa e riservata ma sapeva regalare tanto amore a chi la conosceva.

Era una figlia amorevole, una sorella meravigliosa e una zia sempre presente. Desideriamo ringraziare la comunità di Buttrio, dove siamo nate e cresciute, e quella di San Leonardo per la vicinanza, il sindaco di Buttrio, Eliano Bassi, il capitano dei carabinieri della stazione di Manzano e tutti i soccorritori per l’umanità e la gentilezza».

Mirella lascia la mamma Luciana, che, stesa sul divano, cerca di trovare la forza per andare avanti, la sorella Silvia, il cognato Andrea e tre nipotini.

Il sindaco Bassi esprime la vicinanza della comunità. «Siamo addolorati. Faremo una seria riflessione sulla pericolosità di quella strada. Questa tragedia toglie il fiato». —
 

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