Rapporto salute, ecco dove si vive più a lungo e dove invece è più elevato il rischio di malattie

Dalla mappa dei distretti una sorta di carta d’identità del territorio Pordenonese. A ovest si muore più tardi, a est più patologie cardiovascolari

Nel distretto Nord c’è la percentuale più alta di morti evitabili legate a fumo e alcol e di patologie croniche, che sono invece minori nel distretto Ovest. Al Distretto Sud la prevenzione, con screening e vaccinazioni, funziona oltre la media mentre al distretto Centro c’è la percentuale più alta di ultrasessantacinquenni. Sono dati che emergono dal “Profilo di Salute dell’Aas 5” relativo al 2018.

In centro. Al Distretto urbano (Pordenone, Porcia, Roveredo in Piano, Cordenons e Fontanafredda) la popolazione è stabile, ma con un aumento degli ultrasessantacinquenni: con il 24,9 per cento è la più alta dell’azienda sanitaria. I tassi di mortalità sono in calo nei maschi mentre per le donne si è osservata una riduzione fino al 2014 e poi una inversione di tendenza fino al 2018. Rispetto al dato aziendale, il tasso di mortalità per gli uomini è inferiore, in linea per le donne.

I tassi di mortalità evitabile (legati a fattori come fumo o alcol) sono meno alti di quelli aziendali per il fumo, in linea per l’alcol. Nell’area del distretto centrale della provincia c’è un utilizzo maggiore rispetto ad altre zone di ricoveri ospedalieri, prestazioni ambulatoriali e farmaci, più basso dell’hospice, del servizio di cure palliative domiciliari e dell’assistenza domiciliare infermieristica. Per quanto riguarda gli screening sono in linea con i dati aziendali, a eccezione quello mammografico, che registra un’adesione più bassa.

A nord. Il Distretto Nord (Erto, Cimolais, Claut, Barcis, Montereale Valcellina, Andreis, Frisanco, Tramonti di Sopra, Maniago, Vajont, Tramonti di Sotto Meduno, Cavasso Nuovo, Fanna, Arba, Vivaro, Vito d’Asio, Clauzetto, Castelnovo, Travesio, Pinzano, Sequals, Spilimbergo e San Giorgio della Richinvelda) registra un calo demografico a partire dal 2014. La mortalità sembra essersi stabilizzata negli ultimi anni, ma rispetto al valore complessivo aziendale del 2018 l’area a nord presenta un tasso di mortalità più elevato per le donne (anche se non significativamente) e in linea per gli uomini.

Altro dato rilevante è che i tassi di mortalità evitabile con la prevenzione, alcol e fumo, risultano tutti significativamente più elevati rispetto agli altri distretti. Così è anche per le patologie croniche più elevate rispetto ad altre zone. A nord c’è un ricorso maggiore alle prestazioni ambulatoriali, un accesso maggiore alle cure palliative domiciliari, un ricorso maggiore ai servizi per le dipendenze da alcol e più basso per droga.

A sud. Al Distretto Sud (Zoppola, Fiume Veneto, Azzano Decimo, Prata, Pasiano, Chions e Pravisdomini) si registra un aumento della popolazione ultrasessantacinquenne che è al 21,5 per cento, la più bassa della azienda. Il tasso di mortalità complessiva aziendale, nel 2018 è linea con i dati aziendali sia per gli uomini che per le donne. I tassi di mortalità evitabile sono inferiori, in particolare per l’alcol, mentre sono in linea per i fumo. Le patologie croniche sono tra le più basse della intera azienda. Si utilizza meno la Rsa e più l’hospice, c’è un ricorso maggiore alle cure palliative domiciliari e all’assistenza domiciliare. Screening e vaccinazioni sono superiori alla media aziendale.

A est. Al Distretto Est (San Martino al Tagliamento, Arzene, Valvasone, Casarsa, San Vito, Sesto al Reghena, Morsano e Cordovado) la popolazione negli anni è stabile mentre gli over 65 hanno raggiunto il 23,3 per cento. La mortalità è stata in calo fino al 2014: dopo il trend sembra essersi fermato o lievemente invertito, ma rimane in linea con il dato aziendale. Anche i dati di mortalità evitabile sono allineati a quelli medi aziendali. Più elevata, invece, la prevalenza delle patologie croniche rispetto alla media aziendale, in tutte le fasce di età e in entrambi i generi. Qui c’è un ricorso inferiore ai ricoveri ospedalieri, ma significativamente maggiore a prestazioni ambulatoriali e farmaci. Le coperture vaccinali sono più alte e in aumento.

A ovest. Al distretto Ovest (Aviano, Budoia, Polcenigo, Caneva, Fontanafedda, Sacile e Brugnera) gli over 65 hanno raggiunto il 23 per cento. Rispetto al tasso di mortalità complessivo aziendale, nel 2018 l’Ovest presenta un valore in linea per le donne e più basso per gli uomini. I tassi di mortalità evitabile sono inferiori, anche se di poco, a quelli aziendali. La prevalenza delle patologie croniche risulta più bassa rispetto ad altri distretti. C’è un minore ricorso ai ricoveri ospedalieri, si usano di più Rsa (e anche Sip Struttura intermedia polifunzionale presente in provincia solo a Sacile) e meno l’hospice. La copertura vaccinale per i bambini è più bassa rispetto alla media aziendale, ma in sensibile aumento.

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