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Cerimonia dello Spadone, dall'altare accuse alla politica: "Basta spot elettorali, sull'ospedale di Cividale c'è chi ha tradito"

Monsignor Carlino dal pulpito: "L'economia si sta imponendo come egemonia, schiacciando il bene comune. Serve maggiore coraggio, anche per proclamare le necessità primarie, quotidiane, degli abitanti di questo territorio e dei paesini delle Valli del Natisone"

2 minuti di lettura

CIVIDALE. Ai toni diplomatici del plurisecolare saluto con lo Spadone del patriarca Marquardo von Randeck, che dal pulpito cala sulla folla dei fedeli raccolti in duomo, fa da contraltare la stoccata esplicita e pungente dell'arciprete di Cividale, monsignor Livio Carlino, che lancia l'affondo a una politica rea - dice - di scarsa chiarezza e animata da logiche dettate «dall'economia e dai bacini elettorali, più che dall'umanità».

Sullo sfondo dell'Epifania ducale 2020 c'è l'ospedale cittadino, da settimane al centro del dibattito e indiscusso protagonista anche nell'omelia della solenne messa in latino accompagnata - unicum nel panorama ecclesiastico - dal rituale dei gesti con il massiccio stocco patriarcale. Era prevedibile, è successo.

[[(gele.Finegil.Image2014v1) 01 Cividale Messa dello Spadone © Foto Petrussi .jpg]]

«Qualcuno - esordisce il parroco - vorrebbe che noi cristiani trovassimo Dio solo nel profumo dell'incenso, nelle liturgie, in un presepio tradizionale. Assistiamo all'utilizzo interessato dei simboli della nostra fede e, nel contempo, alla diffusione di segnali che tendono a relegare quest'ultima a un ambito privato, nel nome di quel politicamente corretto che sta contagiando pure i credenti.

Noi non dobbiamo avere paura. Serve maggiore coraggio, anche per proclamare le necessità primarie, quotidiane, degli abitanti di questo territorio, dei paesini delle Valli del Natisone, che patiscono fortemente la mancanza di servizi, specie in campo sanitario, e che in conseguenza di ciò spesso si vedono costretti a rivolgersi al privato.

L'economia si sta imponendo come egemonia, schiacciando il bene comune: lo vediamo nella vicenda dell'ospedale di Cividale, sulle cui prospettive viene utilizzato un linguaggio poco chiaro.

Non è facile capire quale sia la verità: sentiamo tutto e il contrario di tutto e vediamo chi si era schierato a favore di questa terra e dei suoi problemi cambiare improvvisamente idea. Non lasciamo che spot elettorali e un bacino di voto più capiente del nostro depauperino il Cividalese e il suo entroterra.

Ci sono scelte che non possono essere dettate da ragioni economiche: in campi come quello dei servizi socio-sanitari a prevalere, nel piccolo come nel grande, dev'essere solo il principio di umanità».

Quindi la risposta a chi «accusa i preti di allontanare i fedeli»: «A noi - scandisce il monsignore - non serve un codazzo di pecore che ci seguano senza pensare. Serve gente capace di riflettere, che si rifiuti di alzare barricate e decida, al contrario, di fungere da supporto a chi cerca il vero bene comune, al di là degli schieramenti e degli interessi di parte».

Il governatore Massimiliano Fedriga, in prima fila, incassa l'attacco frontale senza dare cenni d'insofferenza, incrollabile sulla propria linea e certo della bontà della riforma sanitaria appena varata.

«Abbiamo aumentato le garanzie per il presidio ospedaliero della città ducale - dichiara, a funzione conclusa, durante una breve visita ai locali delle sagrestie -: aumentano i posti letto e per il pronto soccorso, adesso, c'è finalmente sicurezza del funzionamento sull'arco delle 24 ore. Prima non era così.

Trovo bizzarro che la polemica sia alimentata proprio dalla parte politica che ha deciso, con la precedente riforma della sanità, che le caratteristiche del presidio fossero esattamente queste. La realtà è che noi offriremo più servizi, fermando il declino della struttura e dunque salvandola».

Resta il fatto che il consiglio comunale rilancia l'invito all'assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi a un nuovo confronto: «Il tema è delicato», commenta la vicesindaco Daniela Bernardi, ribadendo «l'assoluta importanza» del nosocomio e formulando l'auspicio di «una nuova presenza dell'assessore Riccardi in città», per un incontro con il consiglio comunale e con la popolazione.

 

 

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