Chiamate con l’interprete e postazioni a scomparsa: la community dei lettori scopre i segreti del Nue 112

I lettori in visita alla centrale unica della Protezione civile a Palmanova. Hanno appreso come funziona la gestione delle chiamate d’emergenza 

Essere comunità significa anche avere l’occasione di entrare, in punta di piedi, in santuari laici normalmente inaccessibili. Ad esempio per capire i meccanismi che stanno dietro alle delicate operazioni di gestione dell’emergenza. Un’esperienza vissuta da una sessantina di componenti della community di Noi Messaggero Veneto, che in mattinata hanno avuto la possibilità di scoprire dall’interno come vengono gestiti le chiamate che arrivano alla centrale unica regionale del 112, che ha sede nell’avveniristico “cubo” di Palmanova, sede pure della Protezione civile del Fvg.

5 cose che non sapevate della centrale del 112 del Fvg



Viaggio nell’ottagono. Prima tappa la suggestiva sala ottagonale dove vengono prese le decisioni che contano in caso di gravi emergenze idrogeologiche. Qui il direttore del 112, Nazzareno Candotti, assieme al coordinatore del servizio di struttura stabile del Nue, Fabio Toffanin, e la responsabile della comunicazione della Protezione della Protezione civile, Maria Teresa Plet, hanno accolto i membri della community, spiegando come vengono attivati i 9.400 volontari della Pc sparsi sul territorio regionale, chi siede ai tavoli decisionali, come si compone un bollettino di allerta meteo, ma anche snocciolando i dati relativi al servizio del 112.

Una parte dei lettori presenti alla visita NoiMv alla centrale operativa del 112 a Palmanova


In diciassette lingue. I numeri, dunque. Nel corso del 2019 le chiamate al 112 sono state 626.274 e più del 50 per cento (308.273) sono telefonate definite “spazzatura”, che non vengono smistate alle cinque utenze collegate al Numero unico per l’emergenza (sanitaria, polizia, carabinieri, vigili del fuoco e guardia costiera) perché riguardano per lo più richieste generiche di informazioni. Pur non mancando le criticità, il Nue del Fvg è - a livello nazionale - tra quelli più all’avanguardia a livello tecnologico. Una delle curiosità che hanno scoperto i “viaggiatori” nella centrale? Ad esempio che i 35 operatori tre i turni: 8-15, 15-23, 23-8) possono fare affidamento su un plotone di interpreti sempre reperibili, in grado di tradurre le telefonate in tempo reale in diciassette lingue. Tutte le chiamate, come ha ribadito il direttore Candotti, sono registrate (e i “nastri” vengono salvati in tre posizioni diverse): il maggior numero è indirizzato all’emergenza sanitaria, a seguire carabinieri, polizia e vigili del fuoco. In media sono 2 mila le chiamate gestite ogni giorno e periodo più caldo, in tutti i sensi, è l’estate: lo scorso anno il 7 agosto si è registrato il picco, con 2.843 chiamate.

Le sale operative. Prima della rituale foto di gruppo, i componenti della community hanno potuto visitare il centro funzionale decentrato, presidiato dalla Protezione civile, e vedere dal vivo la gestione delle chiamate d’emergenza al 112, nella sala attrezzata anche con un tavolo a scomparsa che ha attirato la curiosità dei visitatori: in caso di calamità naturali e grandi emergenze, “regala” alla centrale ulteriori nove postazioni a disposizione degli operatori.

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