L’ultimo saluto a Serafina Scialò, la prima musa di Umberto Tozzi

Celebrati in cimitero a Udine i funerali dell’ex compagna del cantante che non era presente. Il commovente ricordo del figlio: «Una donna forte e arguta. Si è consumata come una candela»

UDINE. Sebbene indossasse occhiali scuri, era in prima fila e non le ha staccato gli occhi di dosso per tutta la durata della cerimonia: Nicola Armando ha salutato, assieme ai numerosi parenti, amici e colleghi che hanno gremito la cappella del cimitero San Vito, a Udine, sua mamma Serafina Scialò, trovata senza vita all’età di 63 anni lo scorso 17 gennaio tra le mura della propria casa, in via Percoto. Fiori semplici e bianchissimi.

Così i familiari hanno voluto omaggiare Serafina, l’ex compagna di Umberto Tozzi. Il cantante, però, ha scelto di non partecipare ai funerali dell’ex compagna che si sono svolti nel pomeriggio di mercoledì 29 gennaio.

“Era una donna dal forte temperamento e dall’intelligenza fine e acuta” ha detto il figlio Nicola Armando alla fine della celebrazione con disarmante dignità, sebbene la circostanza fosse per lui, in particolare, difficile e il dolore lancinante.

“Era una madre amorevole ma fin troppo fragile – ha aggiunto -. La vita è un dono e non dobbiamo avere paura di soffrire perché è nel momento della difficoltà che riusciamo a comprendere noi stessi. Mia madre aveva paura di soffrire e purtroppo questo l’ha portata a consumarsi come una candela e a distruggersi giorno dopo giorno”.

Dapprima musa che ha ispirato Tozzi per canzoni come “Tu” e “Gloria”, negli ultimi anni Serafina lavorava come collaboratrice scolastica all’Educandato Uccellis, a Udine.

“Era una collega che abbiamo amato tanto – hanno spiegato alcuni colleghi uscendo dal cimitero urbano -. Era sempre molto disponibile e pronta a dare una mano a tutti”. Che la sua vita non sia stata per nulla facile lo ha raccontato il figlio e ne è testimonianza la cronistoria della sua relazione con Umberto Tozzi, con il quale ha intessuto una relazione amorosa dal 1979 al 1985.

Dei suoi sacrifici ne ha parlato anche il parroco nell’omelia, dicendo che Serafina è stata strappata alla vita, “durante la quale ha sofferto parecchio, nel fiore dei suoi anni”. Un fiore rosa adagiato tra i capelli raccolti in uno chignon: elegante e posata, di profilo. È nel ritratto di questa istantanea, adagiata sulla bara al centro della cappella, che Nicola Armando ha mostrare ai presenti, per l’ultima volta prima della cremazione, sua mamma.

“Che la luce dei tuoi occhi possa tornare viva e intensa. Sicuramente adesso hai raggiunto la serenità e la pace che non avevi più da tempo” ha concluso Nicola Armando, con la voce rotta.

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