La protesta del turista: «Basta con le campane a tutte le ore o non verrò mai più in vacanza a Erto»

Un abruzzese che vive a L’Aquila ha scritto al sindaco. I fedeli si schierano con il parroco, don Eugenio Biscontin 

Le campane di Erto vanno suonate a qualsiasi ora, come vuole la tradizione, e bisogna limitarle allo stretto indispensabile, come invece chiedono i turisti?

In queste ore il dibattito in paese e sui social si fa infuocato dopo l’arrivo in municipio di una lettera di lamentele. Un abitante di Tornaimparte, in provincia de L’Aquila, ha scritto al sindaco Fernando Carrara per far smettere «l’insistente suono delle campane durante la notte e per tutto il giorno».


«Non voglio mettere in discussioni le usanze del luogo ma è intollerabile che una chiesa, in una comunità piccola che vive prevalentemente di turismo, si permetta di disturbare in questo modo il riposo della gente – ha denunciato l’escursionista, che si dichiara ex assessore del Comune dove abita –. Trovate una soluzione bonaria con il prete. Vengo spesso a Erto da amici e non voglio rinunciarvi. Ma non è accettabile che sia costretto a dormire con le cuffie. Provate voi a alloggiare a pochi metri dal campanile, con un fracasso che va avanti per 10 minuti già alle 6 del mattino».

Secondo il firmatario, che ha inoltrato la nota anche ai vigili, in paese ci sarebbero altri turisti pronti a cercare una sistemazione fuori Erto per colpa del chiasso notturno.

Ed è qui che scatta la controprotesta dei residenti, al momento concentrata tra i fedeli della parrocchia di San Bartolemo apostolo e sui social. Per il momento non si registrano posizioni a favore dello spegnimento delle campane, che vengono azionate con tanti rintocchi quante sono le ore, mezzanotte compresa. Carrara ha girato il plico a don Eugenio Biscontin, ritenendo la vicenda di stretta competenza ecclesiastica. Ma ha anche ricordato di «essere vissuto per decenni sotto una torre campanaria e di non aver mai provato alcun disagio».

A propria volta il sacerdote ha parlato dell’accaduto durante la messa domenicale, chiarendo di volersi rimettere alla volontà della popolazione. Non prima però di aver ammesso una certa amarezza per i toni e i contenuti della segnalazione. Su Facebook sono in tanti a schierarsi con il parroco, quanto meno nel nome della tradizione degli avi.

Tanto che c’è chi ricorda, link alla mano, come in questi giorni il Parlamento francese stia approvando una norma a tutela del patrimonio sensoriale delle aree rurali, vale a dire odori e rumori delle Alpi. L’Unesco stessa sta valutando di inserire le campane delle chiese storiche tra i beni dell’Umanità degni di salvaguardia. Non è la prima volta che anche in Friuli si verificano “scontri” tra le esigenze dei visitatori e le attività tipiche. Risale allo scorso 18 ottobre l’assoluzione da parte del tribunale di Udine di don Emanuel Rundutse, di Majano, “imputato” del reato di molestie a causa dei decibel di troppo provocati prima delle funzioni religiose.


 

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