Barna: ecco perché il termovalorizzatore della Ecomistral deve essere chiuso

SPILIMBERGO. «L’impianto Ecomistral di Spilimbergo va chiuso». A sostenerlo è l’Associazione agricoltori Medio Tagliamento, guidata da Erminio Barna, che, a pochi giorni dall’annuncio da parte della proprietà dell’impianto di termovalorizzazione che ha sede nella zona industriale del Cosa della decisione di stoppare il piano per aumentare la capacità di trattamento annua dei rifiuti, non molla la presa sulla questione. «Ecomistral aveva chiesto l’ampliamento del termovalorizzatore, la Regione pertanto aveva fatto partire il procedimento. Le osservazioni pervenute alla Regione, tra cui le nostre, facenti parte integrante dell’autorizzazione richiesta, parrebbero essere recepite, in quanto la Mistral si ritira. La questione non si pone soltanto per l’ampliamento, ma anche per la realizzazione dell’impianto in origine, mancante proprio della valutazione di incidenza, come risulta dalla nota della Regione inviataci su nostro sollecito il 10 gennaio 2020», osserva Barna, sottolineando in primo luogo «che il termovalorizzatore Ecomistral è situato a brevissima distanza dai siti Rete natura 2000 Greto del Tagliamento, Magredi di Tauriano, Iba Magredi di Pordenone, governati dalla direttiva Habitat 92/43». In secondo luogo, «lo stesso termovalorizzazione è situato a brevissima distanza dall’area fluviale del Tagliamento sottoposta alla direttiva Acque 2000/60».

Per il presidente del sodalizio ambientalista quindi «non si tratta di individuare soluzioni condivise nel rispetto delle reciproche esigenze, ma di applicare la chiarissima legge di tutela dell’ambiente sopra citata. Già in passato per una cava sempre a Tauriano di Spilimbergo la Regione e il Comune erano stati informati con diverse lettere ministeriali su come procedere per la valutazione di incidenza, azione obbligatoria pena l’infrazione comunitaria e anche possibili rilievi penali». All’epoca era stata sospesa l’attività di cava applicando il principio di precauzione. «Troviamo molto strano che le istituzioni locali e regionali non abbiano attivato la procedura. Certo è che l’Associazione agricoltori Medio Tagliamento si attiverà in tutte le sedi nazionali e comunitarie per segnalare tale mancanza», conclude Barna. —


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