Ecco chi era la friulana morta in Carinzia e negativa al test sul Coronavirus

Vittima una 56enne. Manuela Culino era in vacanza a Bad Kleinkirchheim, per tredici ore sigillato l’alloggio 

Negativa al coronavirus, ecco come è morta la donna friulana in Carinzia

Bad Kleinkirchheim (Austria). La paura si è dissolta pochi minuti prima dell’una. «Sì, il test è negativo», conferma l’ufficiale di turno all’ispettorato della Polizei, in Dorfstraße, un piccolo ufficio sopra una delle principali pasticcerie di Bad Kleinkirchheim, paese di meno di duemila anime a mezz’ora da Villaco.

Il coronavirus non ha nulla a che fare con la morte di Manuela Culino, cinquantaseienne funzionaria comunale residente a Tavagnacco, da alcuni giorni in vacanza con la famiglia in Carinzia, spirata nell’appartamento di proprietà in un complesso residenziale in Wasserschlossweg: lo hanno confermato i test disposti dalle autorità sanitarie, preoccupati che il decesso della donna potesse essere in qualche maniera collegato al Sars-CoV-2.



La paura e l’attesa

Bad Kleinkirchheim è meta in questi giorni di moltissimi vacanzieri italiani, che approfittano della “settimana bianca” di chiusura delle scuole per raggiungere la località carinziana e godersi qualche ora sugli sci, immersi nella placida tranquillità del parco della biosfera Nockberge, patrimonio riconosciuto dall’Unesco.

Anche Manuela, da dieci anni dipendente del Comune di Fagagna, aveva raggiunto nei giorni scorsi Bad con marito e due figlie, raggiungendo il residence nella parte alta del paese.

Lì è morta, per cause naturali sulle quali le autorità sanitarie austriache non si sono espresse. L’approfondimento sul possibile contagio da coronavirus (effettuato in una clinica di Klagenfurt) è stato disposto a scopo precauzionale, considerando che soltanto poche ore prima a Innsbruck due ventenni lombardi erano risultati positivi al test del tampone.

Notte in Isolamento

Al 5 di Wasserschlossweg per tredici ore nessuno è entrato, né uscito, dal portoncino al piano terra. Fino a che non è giunta l’ufficialità della notizia, i diciassette residenti del compound (otto italiani e nove cechi) hanno vissuto in isolamento precauzionale, “sorvegliati” dagli addetti della Croce rossa carinziana e da tre agenti della polizia. «Tutto si è svolto senza particolari tensioni», spiegano dalla polizia quando l’allarme è cessato.

Nessuna isteria

«Paura? Ma no: veniamo qua due volte l’anno, non ha senso cambiare le abitudini», spiega una coppia slovena di rientro dalla sciata mattutina sulla pista appena sotto il residence. Un veneto che ha casa poco distante ci indica il complesso: «Ho notato ieri sera (martedì 25, ndr) il via-vai di ambulanze – racconta –, ma non ci ho dato troppo peso: stamattina ho sentito la notizia alla radio e un po’ mi sono spaventato».

Nel centro del paese la notizia circola, con la diffusione rallentata dalla routine quotidiana e dalla massiccia presenza di turisti stranieri: «Abbiamo informazioni solo frammentarie, ma alla radio hanno detto che non c’è bisogno di preoccuparsi», racconta il titolare di un bar che serve specialità friulane. Poco distante i bambini sciano, tranquilli: al primo rintocco del pomeriggio i timori, come erano piombati, così svaniscono.

Fagagna e Tavagnacco in lutto

In Friuli è il momento del lutto. «Pensare che non tornerà più, al rientro dalle ferie, ci lascia sconcertati».

Il sindaco di Fagagna, Daniele Chiarvesio, non trova le parole per commentare la notizia della morte di Manuela Culino. Una notizia drammatica che ha iniziato a circolare attorno all’ora di pranzo e che colpito tutto il personale del municipio.

Culino, che viveva nel comune di Tavagnacco con il marito e le due figlie minorenni, lavorava nell’ufficio Anagrafe del Comune di Fagagna da circa dieci anni ed era arrivata dal municipio di Nimis.

«La comunicazione, improvvisa, della scomparsa di Manuela ci ha sconvolto – aggiunge il primo cittadino, che nella mattinata di mercoledì 26 ha raggiunto telefonicamente il marito per porgere le condoglianze –. Lavorava da molto tempo qui e sarebbe rientrata in ufficio dopo questo breve periodo di ferie.

Come amministrazione comunale siamo vicini alla famiglia: Manuela ci mancherà». Il vuoto lasciato all’interno del palazzo comunale è grande: i dipendenti, ancora sotto choc, non hanno avuto la forza di esprimersi. —

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