Anche la Quiete sospende le visite: «Preoccupati per i nostri parenti»

Una familiare: senza l’aiuto che arriva da noi gli ospiti saranno seguiti? Il timore è che il personale non riesca a gestire tutte le esigenze 

UDINE. Quando si sono presentati alle porte della Quiete i parenti, ieri mattina, le hanno trovate chiuse per l’applicazione delle normative restrittive a causa dell’emergenza coronavirus. Impossibile, dunque, andare a trovare i familiari ospiti della casa di riposo. Un divieto che ha destato preoccupazione. «Fino a mercoledì sera – riferisce una parente – potevamo entrare una volta al giorno.

Adesso non è possibile e questo ci preoccupa perché temiamo che il personale non riesca a far fronte a tutte le esigenze degli ospiti, che vanno aiutati ad alzarsi, a muoversi, a mangiare, molte delle quali vengono gestite proprio da noi familiari.

La struttura ci ha assicurato che il personale provvederà a tutto, ma visto che non ce la faceva prima, abbiamo dei dubbi che riesca a riuscirci adesso».

«Ci chiediamo fino a quando non potremo vedere i nostri parenti – continua – e restiamo con il fiato sospeso perché non sappiamo se hanno bisogno di qualcosa e li vorremmo incontrare per essere più tranquilli, almeno una volta al giorno, nel rispetto di tutte le precauzioni igienico sanitarie previste». L’azienda spiega che non è possibile indicare una data della riapertura alle visite in quanto dipende da «indicazioni date da organismi nazionali sulla sanità» e assicura che «l’assistenza sarà garantita a tutti ospiti».

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