Tricesimo in lutto, addio alla maestra Lidia

Morta a 63 anni, era anche un’atleta. Da settembre scorso in pensione, aveva insegnato a Buja, Nimis e Cassacco

A spegnere il sorriso della maestra Lidia è stato il malore che l’ha colta il 14 febbraio, cui è sopravvissuta tre settimane. È morta domenica all’ospedale di Udine all’età di 63 anni Lidia D’Agostini Confente, di Tricesimo. Con lei se n’è andata un’educatrice che ha dedicato la sua vita alla formazione delle future generazioni, ma anche un’atleta che ha mantenuto a lungo il proprio impegno sportivo.

A definire la profondità del solco tracciato dalla sua lunga carriera come insegnante sono le letterine che i suoi alunni le inviavano e che i familiari hanno deciso di raccogliere prima di darle l’ultimo saluto.


«Non è il maestro migliore quello che insegna più cose, ma colui che insegna con amore e dedizione ai suoi bambini. Proprio come te» le scrivevano per testimoniarle l’affetto e la riconoscenza

Ultima di quattro sorelle, era nata a Tolmezzo, poi, il padre Luigi, maresciallo dei carabinieri, fu trasferito a Muggia. Ed è lì che Lidia trascorse l’infanzia per far ritorno qualche anno più tardi nel capoluogo carnico, dove si diplomò alle Magistrali. Gli studi universitari la portarono a Padova, dove conobbe Mario, che sposò nel 1979. Da quella unione nacquero Andrea, Giulia e Marta. Per qualche anno lavorò come logopedista all’ospedale di Udine. In seguito, dopo aver vinto un concorso, iniziò la scuola carriera di insegnante a Nimis, a Buia e, per oltre 20 anni, a Cassacco, da settembre dello scorso anno era in pensione.

«È stata una madre attenta e amorevole che ha trasferito a noi, come del resto ai suoi alunni, saldi principi etici spronando tutti a credere nelle proprie capacità e infondendo loro fiducia».

Da sempre legata al mondo dello sport (in gioventù aveva giocato a basket in serie A), Lidia e tutta la sua famiglia sono sempre stati parte integrante della Polisportiva di Tricesimo: prima da giocatrice e istruttrice nel minibasket, poi da semplice sostenitrice, non aveva mai fatto mancare il suo affetto e la sua disponibilità.

Suo marito Mario Confente gioca ancora negli Amatori mentre il figlio Andrea da quest’anno è diventato dirigente e segue la prima squadra dopo aver giocato per anni da professionista ed essere stato anche capitano della Gsa Udine promossa dalla serie C alla B nel 2013.

«Tutta la Polisportiva è ancora incredula – commenta il presidente Miguel Velasco – per la seconda, tragica scomparsa dall’inizio dell’anno dopo quella del vicepresidente Marco Fabro. Di lei ci rimarrà il ricordo di una donna buona, generosa e sempre positiva».

«Era una persona solare, di grande disponibilità e generosità – sottolinea il sindaco Giorgio Baiutti – che amava il cinema, il teatro, l’arte e la lettura di ogni genere, ma soprattutto il lavoro di insegnante, che ha svolto con grande professionalità e creatività educando e avviando allo studio due generazioni di giovanissimi. È stata una donna forte e resistente davanti alle difficoltà della vita, adattandosi agli alti e bassi con intelligenza e coraggio».

Sono stati programmati funerali in forma privata.

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