L’azienda che utilizza l’ozono per ridurre i rischi di contagio

vivaro

L’azienda Kimera di Vivaro ha scelto un gas naturale amico dell’ambiente per sanificare le proprie produzioni e i locali in cui vengono realizzate dalla decina di dipendenti: si serve, infatti, dell’ozono, come ha spiegato Manuel Morocutti, che assieme a Ugo Valle è alla guida anche dello stabilimento di Tolmezzo, che impiega quattordici persone. Una misura necessaria ai tempi del coronavirus e che, tra l’altro, non inquina. Due piccioni con una fava, insomma. «Al fine di tutelare la salute dei collaboratori e dei clienti tutti i prodotti in uscita, nonché i locali dagli stabilimenti, sono trattati con sistemi di sanificazione a ozono – ha spiegato Morocutti –. Si tratta di un procedimento che elimina agenti patogeni, tra i quali figurano germi, batteri, virus, muffe, funghi, spore e lieviti, dall’aria e dall’acqua. Si basa sulle proprietà ossidanti dell’ozono, un gas naturale composto da tre molecole di ossigeno, che disgrega la struttura molecolare degli allergeni, causa la morte dei batteri e l’inattivazione di virus, annullandone così ogni possibile effetto: infezioni, proliferazione, patologie».


Gli ozobox, ossia i purificatori-sanificatori che igienizzano e deodorano sia l’aria sia l’acqua degli ambienti, rimuovendo quasi la totalità degli agenti inquinanti e dei microrganismi e neutralizzando i cattivi odori, vengono assemblati nell’officina di Kimera a Tolmezzo per conto della Ozono natura. Gli imprenditori udinesi Morocutti e Valle, lo scorso ottobre, hanno rilevato la storica coltelleria Pascotto di Maniago e hanno inaugurato l’attività a Vivaro, contribuendo col proprio progetto aziendale a ridare vivacità a una zona industriale che è stata massacrata dalla crisi economica. Pascotto era una realtà produttrice di lame da fine Ottocento: l’acquisizione è avvenuta in quanto Morocutti e Valle avevano necessità di diversificare la produzione. Mantenere l’attività a Maniago era un problema in quanto il capannone della coltelleria era fatiscente e obsoleto: non era possibile dare continuità alla produzione al suo interno. A Vivaro sono stati trovati buoni spazi e condizioni economiche: da qui la scelta di investire in quest’area industriale. —

g.s.

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