Coronavirus, 56 nuovi casi e 7 morti in regione, ma è il giorno nero per le case di riposo. Fedriga dice no all'attracco della Costa Victoria

CORONAVIRUS IN FVG, CHE COSA SAPPIAMO

  • Sono 930 i casi di coronavirus in Fvg (dato ultimo bollettino del 23.03)
  • I decessi salgono a 54
  • I posti in terapia intensiva per Covid-19 incrementati da 47 a 71 in Fvg
  • Sono state 2.291 le persone controllate in Friuli Venezia Giulia
  • Verranno distrubuite 46.000 mascherine destinate alla popolazione
  • Conte ha firmato il decreto: fabbriche chiuse da mercoledì 25 marzo
    (qui la lista completa delle aziende che possono lavorare)
  • Nuovo decreto del ministro della Salute: stop ai viaggi, divieto di spostamento dal comune in cui ci si trova

Aggiornamento delle 19.45. «In questo momento di emergenza la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori ha la priorità assoluta e proprio per questo l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale, attenendosi alle disposizioni della Regione, ha espresso la propria contrarietà all'attracco nel porto di Trieste della Costa Victoria». Lo ha dichiarato il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, dopo essersi confrontato con il presidente dell'Authority, Zeno D'Agostino, sulla richiesta di ormeggio della nave da crociera Costa Victoria.

Aggiornamento delle19. Sono 930 ad oggi i tamponi rilevati positivi al coronavirus in Friuli Venezia Giulia con un incremento di 56 casi in più rispetto a domenica. Sette i decessi in più rispetto all'ultima comunicazione di ieri, che portano a 54 il numero complessivo di morti per Covid-19. Lo rende noto il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, dalla sede operativa di Palmanova. Le persone clinicamente guarite sono 78 e 27 quelle completamente guarite, mentre sono 49 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, quindi 2 in più rispetto a ieri. Si tratta dei secondo giorno di minor aumento di casi: il Fvg fa meglio del resto del Nord.

Aggiornamento delle 17.50. “Compra italiano, compra artigiano. Sostieni le nostre famiglie”. E’ lo slogan che affianca l’illustrazione commissionata da Confartigianato-Imprese Udine a Daniel Cuello per invitare i consumatori ad acquistare prodotti locali in questo difficile momento di emergenza sanitaria ed economica.

Un messaggio conciso come del resto l’immagine che accompagna: la penisola italiana, vestita del tricolore e percorsa da mezzi su gomma, ferro e mare che instancabili la attraversano da nord a sud per consegnare merci. 

“Alle imprese che vanno avanti a lavorare questo momento di grave difficoltà va il nostro grazie e  tutto il nostro sostegno - afferma il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti -. Queste realtà garantiscono infatti un servizio che lo stesso Governo ha ritenuto essenziale per la popolazione e lo fanno esponendosi in prima persona a fronte di guadagni ridotti all’osso.

E’ pensando a loro che abbiamo messo a punto questa campagna per invitare i consumatori ad acquistare servizi e produzioni locali, a km0 , alimentari ma non solo. E’ un regalo che facciamo a noi stessi: compriamo prodotti di cui conosciamo l’origine e garantiamo alle imprese del territorio quel po’ di sostegno in più che oggi è fondamentale”.

“Compriamo dunque italiano e artigiano - conclude Tilatti -  e continuiamo a farlo in futuro, quando l’emergenza sarà finalmente alle spalle”. 

A valle dell’ultimo Dpcm firmato dal presidente del consiglio Conte, che ha ulteriormente ridotto la lista di imprese alle quali è consentito lavorare, l’ufficio studi dell’associazione provinciale di categoria ha rifatto nuovamente lo screening di quali e quante sono queste realtà e di quanti addetti impiegano.

Su 27.720 imprese artigiane attive in Fvg, poco più di un terzo sono quelle autorizzate a proseguire l’attività: 11.633 pari al 42% del totale. Al lavoro restano 35.028 addetti su 67.169 (il 52,1%) di cui 20.451 dipendenti su 34.430 (il 59,4%). Costretti al fermo sono invece 16.087 imprese che danno lavoro a 32.141 addetti di cui 13.979 dipendenti.

Aggiornamento ore 17.20. Altre duemila mascherine arrivano a Pordenone grazie alla comunità cinese locale in collaborazione con il sindaco Alessandro Ciriani. Sono destinate ai lavoratori più esposti come medici, infermieri, volontari, operatori socio sanitari e forze dell’ordine. 

E se le 10 mila mascherine fornite la scorsa settimana (sempre tramite il canale dei cinesi di Pordenone) erano monouso, le duemila appena giunte sono ad alta protezione e possono essere usate per una giornata intera, oppure per due-tre giorni se utilizzate non continuativamente.

Nei prossimi giorni, sempre che non vi siano intoppi alle dogane, dovrebbero arrivare altre 15-20 mila mascherine monouso, concludendo così la fornitura procurata dai cinesi residenti in riva al Noncello.

I presìdi medici vengono reperiti e consegnati al sindaco da Liu Yuwei, noto maestro di arti marziali, e da Jin Weixinn, proprietario del bowling.

“Rinnovo il sentito ringraziamento della città – ha commentato il sindaco – per la vicinanza e la solidarietà straordinarie della nostra comunità cinese. Sarà come sempre il centro operativo della protezione civile comunale a smistare le mascherine.

C’è penuria di questi strumenti e bisogna guardare a criteri di priorità, consegnandole a chi svolge i lavori più pericolosi, quali sanitari, volontari, forze dell’ordine”.

Aggiornamento ore 16.40. È in corso uno sciopero di otto ore dei lavoratori Safilo degli stabilimenti di Martignacco e Longarone. La protesta è stata indetta in maniera unitaria dalle sigle sindacali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil a seguito della decisione dell'azienda di continuare la produzione in un contesto di emergenza sanitaria come quello attuale.

«È vero che il codice dell'azienda permetterebbe di lavorare per l'occhialeria da vista - spiega Andrea Modotto, segretario della Filctem-Cgil Fvg - ma ci sono altre grandi aziende del settore che, alla luce dell'attuale situazione, hanno deciso di chiudere per mettere in sicurezza gli stabilimenti».

Nello stabilimento di Martignacco si somma anche la preoccupazione per la chiusura definitiva dell'impianto che, stando agli accordi siglati nei giorni scorsi tra azienda e sindacati, dovrebbe avvenire in luglio. Martedì 24, salvo novità, l'attività dovrebbe riprendere in entrambi gli stabilimenti.

Aggiornamento ore 16. Electrolux, nella riunione di oggi, lunedì 23 marzo, ha comunicato che è stata richiesta la cassa integrazione a partire dal 16 marzo e per 9 settimane. Lo ha reso noto Gabriele Santarossa, delle Rsu Uilm di Porcia, in un post sul gruppo “Quelli che lavorano alla Electrolux”. La produzione, per ora, resterà ferma fino al 3 aprile, come previsto dal decreto governativo.

Per il magazzino ricambi domani ci saranno indicazioni più precise in quanto stanno facendo alcune verifiche. Alcuni settori specifici nel settore impiegatizio avranno disposizioni specifiche. Nelle prossime ore ci potranno essere ulteriori aggiornamenti.

Aggiornamento ore 15.20. «Dateci una stanza o un posto letto vicino alle strutture sanitarie per poter assistere i malati senza infettare i nostri familiari».

Il grido di allarme viene dai dipendenti dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, in particolare da quelli che sono nei reparti di Terapia intensiva già esistenti e quelli in fase di allestimento, Pronto soccorso, Medicina d’urgenza e Malattie infettive.

«In questo momento di grande difficoltà chiediamo ai cittadini che ne hanno la possibilità, di mettere a disposizione gratuitamente stanze o appartamenti nei paraggi dei luoghi di lavoro, in primis l’ospedale di Udine, ma anche nei luoghi periferici ove sono in fase di allestimento posti letto per la gestione di pazienti Covid-19 per aiutare il personale impegnato in prima linea in questa battaglia a svolgere il proprio lavoro».

Aggiornamento ore 14. Sono state 2.291 le persone controllate in Friuli Venezia Giulia dalle forze dell'ordine nell'ambito delle verifiche per il rispetto delle disposizioni per il contenimento della diffusione del coronavirus.

È successo anche a Udine. Sente il vociare di più persone e i rumori tipici di una cena tra amici provenire dall'appartamento di un vicino e chiama la Polizia per segnalare che più persone, evidentemente non un nucleo familiare, si era riunito, a dispetto del decreto sulla mobilità. È successo domenica sera in un condominio di Udine, dove una donna, udito l'allegro trambusto, intorno alle 22.30 ha telefonato alla polizia.(Qui per tutti i dettagli)

Aggiornamento ore 13.30 La lista delle attività che possono restare aperte in emergenza coronavirus per il sindacato è troppo lunga. Alcune aziende che in base alla norma dovrebbero tenere aperti i cancelli stanno scioperando. Tra queste anche la Safilo ha proclamato uno sciopero delle maestranze dello stabilimento di Martignacco. I dipendenti incroceranno le braccia per 8 ore, per tutta la giornata quindi. "In un contesto di emergenza sanitaria senza precedenti, aggravata da una pericolosa incertezza normativa abbiamo proclamato lo sciopero di 8 ore - scrivono -. Riteniamo che chiamare al lavoro le persone domani sia del tutto inopportuno, anche in considerazione che le altre grande aziende del settore, coerentemente con la situazione sopradescritta, hanno deciso di fermarsi".

Aggiornamento ore 13. Sale a 5 il numero di contagiati a Tarcento. A darne notizia è il sindaco mauro Steccati: "Il dato ci è stato comunicato ieri dal Dipartimento di Prevenzione del Servizio Profilassi Malattie Infettive e Vaccinazioni dell'Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale. Oltre ai casi di positività al Covid-19 ci sono 8 concittadini sottoposti a quarantena obbligatoria". Casi anche a Talmassons dove il sindaco, Fabrizio Pitton, ha aggiornato la cittadinanza sulla situazione sanitaria legata all’emergenza Covid-19.

"Sul nostro territorio sono presenti 4 casi di positività, distribuiti su due famiglie, una delle quali collegata al ceppo della Casa di Riposo comunale "Rovere-Bianchi" di Mortegliano". "Una decina sono invece le quarantene, per ritorni da zone considerate a rischio e per contatti sempre con il focolaio di Mortegliano". Tutte le persone sono in buone condizioni di salute e sono nelle proprie abitazioni seguite dai servizi sanitari.

Aggiornamento ore 12.30. La Protezione civile del Fvg ha affidato alla TTK di Pasian di Prato la produzione e la fornitura di 46.000 mascherine destinate a tutta la cittadinanza. Gia dalla prima serata di lunedì, 23 marzo, verranno distribuite 1500 mascherine, martedì 5.000 e mercoledì le rimanenti.

Aggiornamento ore 12. Supportare le Pmi in Friuli Venezia Giulia in difficoltà a causa dell'emergenza coronavirus: è l'obiettivo dell'iniziativa di Unicredit, Confidi Friuli e Confidimprese Fvg, che hanno rimodulato la proposta per l'erogazione alle imprese di finanziamenti fino a 12 mesi. La Banca - si legge in una nota - rinuncerà alle commissioni di istruttoria di ogni nuova pratica e i consorzi fidi valuteranno, caso per caso, l'opportunità di applicare scontistiche alle proprie commissioni.

«L'ormai consolidata collaborazione e il confronto continuo» con Confidi Friuli e Confidiimprese Fvg «ci ha permesso di mettere in campo in tempi stretti una soluzione che fornisce una risposta efficace alle esigenze contingenti di numerose imprese del territorio», spiega Luisella Altare, Regional Manager Nord Est di Unicredit. «In situazioni di emergenza il fattore tempo è determinante. L'accordo, con le sue garanzie, è pronto a dare una risposta tempestiva alle richieste di aziende», afferma il presidente di Confidi Friuli, Cristian Vida. Si «consentirà di mettere a disposizione interventi importanti per fornire la liquidità sufficiente per affrontare le esigenze di credito straordinarie», conclude Roberto Vicentini, presidente di Confidimprese Fvg.

Aggiornamento ore 11.20. Anche nella casa di riposo Muner De Giudici di Lovaria, purtroppo, inizia la conta dei decessi a causa del coronavirus. Dei 12 anziani ospiti, risultati positivi al covid19, tre sono deceduti tra la notte di sabato e domenica. Si tratta di tre donne, due di quelle che nei giorni scorsi erano state portate all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, del 1937 e del 1943 e di una terza che invece era rimasta nella casa di riposo, del 1924.

Intanto la conta dei positivi cresce da 14 a 16, con due operatori in più risultati infetti, ma senza destare preoccupazione. Fuori dalla casa di riposo, in paese, la situazione è del tutto differente. Infatti, rende noto il sindaco Enrico Mossenta che «non ci sono né persone positive, né in quarantena. La villa Muner De Giudici è isolata e rispetta strettissime precauzioni perché non ci siano problemi all'esterno. Il fatto che il paese è al momento “pulito” da tracce di virus non faccia pensare di poter fare quello che si vuole. Questo non significa che siamo al riparo, tutti devono stare a casa, salvo emergenze e approvvigionamenti che siano però fatti con criterio».

Aggiornamento ore 10.30. «Ho avuto modo di dire più volte che misure stringenti e molto dure da questo punto di vista fossero necessarie da diversi giorni addietro. Non soltanto per salvaguardare ovviamente il diritto alla salute, ma anche per garantire l'economia del Paese, perché se noi riusciamo a contrarre il momento di crisi, riusciremo a far ripartire le imprese il prima possibile, altrimenti diventa una lunga agonia».

Lo ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a SkyTg24, in merito all'ultimo Dpcm che prevede, tra le altre cose, la sospensione di attività produttive industriali e commerciali. Se non si agisce in questo modo, secondo Fedriga, «non si aiutano le imprese, tanto meno la risposta che il sistema sanitario riesce a dare ai cittadini».

PER APPROFONDIRE: Parla Fedriga: "Serrata oltre il 3 aprile, un anno da tasse zero per salvare l'economia"

Aggiornamento ore 10. "Abbiamo chiuso il Punto di Primo Soccorso perché c'è la necessità di rispondere prontamente alla emergenza coronavirus; questo ci permette di dirottare ulteriore personale presso i presidi di riferimento covid". Lo scrive in una nota il Direttore Generale Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, Massimo Braganti, precisando che non è in corso alcun "depotenziamento del presidio di Cividale".

Nella nota si ricorda che "tutte le aziende sanitarie della Regione hanno sospeso l'attività programmata non oncologica e le prestazioni ambulatoriali non urgenti. La chiusura del PPI di Cividale preserva tale presidio da rischi di contaminazione covid".

Permangono gli altri servizi come negli altri Distretti. L'Azienda specifica che "le attività di riorganizzazione del distretto di Cividale sono: chiusura dall'11 marzo al 3 aprile delle sale operatorie della Chirurgia ambulatoriale complessa", secondo attività programmata; chiusura del Punto di primo intervento di Cividale dal 16 marzo per mettere in sicurezza i pazienti; attivazione della guardia attiva da parte dei medici della medicina di Cividale; spostamento dal 16 marzo del servizio di Continuità assistenziale di San Pietro al Natisone a Cividale. Per Braganti "la rimodulazione delle attività ci ha permesso di recuperare professionisti medici, infermieri, assistenti sanitari, operatori socio sanitari ,da impegnare nella battaglia per fronteggiare l'epidemia". Infine, un appello: dobbiamo "aprire ulteriori posti di terapia intensiva dunque abbiamo necessità di nuove risorse. Invito coloro che al momento si rendessero disponibili ad aiutarci fornendo la propria disponibilità per incarico libero professionale presso Agenzia Regionale di Coordinamento (sito WEBARCS) o fornendo la propria disponibilità alla Gestione Risorse Umane di questa ASUFC".

Aggiornamento ore 8. Deceduti tre ospiti, due uomini e una donna, alla casa di riposo Asp Chiaba'di San Giorgio di Nogaro. Tutti e tre erano risultati positivi al Covid 19, due erano ospedalizzati, mentre la donna era in struttura. A darne notizia è la direzione della Asp. La situazione attuale è di 8 ospiti e di 9 operatori risultati positivi, di cui uno guarito.

La direzione ricorda che in questi giorni è stato creato un reparto infetti dedicato agli ospiti positivi ed è stato individuato un gruppo di operatori che se ne occupa in via continuativa per implementare le competenze necessarie all'assistenza assieme al personale medico (dottor Bigotto e dottor Facca), e per razionalizzare l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Per tutelare gli ospiti della struttura sono state definite tutta una serie di misure per contrastare la diffusione del virus, evitando tra l'altro momenti di assembramento anche tra di loro, che devono mantenere come tutti, le necessarie distanze.

UN MESE DI EMERGENZA CORONAVIRUS: LE TAPPE DELL'EPIDEMIA



Aggiornamento ore 6. Ancora un deceduto, il terzo in provincia, contagiato dal coronavirus. È morto ieri all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone Giovanni Facca, 82 anni, già affetto da precedenti patologie. Dopo i due sacilesi spirati nei giorni scorsi, è la prima vittima in città. Abitava in via Piave 11/a, nel quartiere di Torre. Intanto il contagio continua ad avanzare.

Le cifre Sulla scorta dei dati forniti alla Prefettura, ieri sera si registravano 167 persone positive al tampone, con un aumento di 20 casi rispetto a sabato. Di queste persone 59 sono ricoverate in ospedale: 50 sono in provincia, 8 a Udine e 1 a Trieste. I positivi in isolamento domiciliare sono 168 mentre 369 sono le persone in quarantena fiduciaria perché venute a contatto con persone risultate positive. I comuni coinvolti sono 33 su 50. Quanto ai ricoveri all’ospedale di Pordenone 12 pazienti risultavano accolti in terapia intensiva, 28 nelle degenze Covid 19, 6 nell’ex terza medica. Dieci i sospetti positivi in chirurgia. (Qui tutti i dettagli sulla situazione nel Pordenonese)

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi