Mortegliano, in casa di riposo addio a un’altra anziana: è la 17esima vittima

Domenica 29 marzo è spirata Delfina Costantini, aveva 91 anni. Era di poche parole ed è vissuta sempre con l’orgoglio tutto friulano di fare del bene senza pesare su altri

MORTEGLIANO. Salgono a 17 i decessi nella casa di riposo comunale Rovere Bianchi di Mortegliano: nella sera di domenica 29 marzo è spirata Delfina Costantini vedova Monte, che aveva 91 anni e aveva abitato in paese.

Ogni volta che le campane del duomo suonano a lutto è un colpo per la comunità e ognuno rivolge il pensiero alla struttura di via Gonars, così duramente colpita, quasi aspettandosi l’ennesimo strappo.

Sono 17 dunque i gruppi familiari che hanno pagato dolorosamente la perdita del loro caro, dispiacere accresciuto da un mese di separazione per il blocco delle visite in struttura, dalla frettolosa benedizione che sostituisce il vero funerale, dalle condoglianze neppure confortate da un abbraccio fra parenti.



Continua intanto il monitoraggio per mezzo dei tamponi, per verificare positività e negatività degli anziani ospiti (sono divisi nettamente in due reparti) e con la prospettiva del ritorno al lavoro degli operatori che stanno terminando la quarantena. Sempre presente in struttura lo staff medico specialistico dell’Ass, essenziale aiuto per fronteggiare la delicata situazione sanitaria.



Delfina Costantini era di poche parole ed è vissuta sempre con l’orgoglio tutto friulano di fare del bene senza pesare su altri. Nata a Sterpo di Bertiolo, giovanissima ha tolto alla famiglia l’impegno di mantenerla, prendendo il treno per andare “a servî”, come si diceva un tempo, come domestica e bambinaia.

Ha lavorato a Milano e a Santa Margherita Ligure, luoghi di cui, nei rari racconti che faceva ai familiari, diceva di essersi trovata bene. Erano infatti benvolute le serventi friulane nelle città d’Italia, per l’atteggiamento sempre rispettoso, volonterose e miti; del resto, rispetto alla miseria che pativano a casa, lavorare come domestica era un’opportunità fortunata.

Delfina poi è andata a Mortegliano, sposa a Ferdinando Monte, da cui ha avuto due figli: Marco che ora abita a Bicinicco e Giordano, che sta a Mortegliano. Il marito, che era invalido e di cui si è presa amorevolmente cura, l’ha lasciata vedova nel 1977.

Da allora ha vissuto da sola, finché la salute le ha permesso autonomia – come racconta Marco –, orgogliosa di non pesare e anzi generosa per quel che poteva, facendo bastare la sua pensioncina perfino per un regalino a Natale.

Era stata trovata positiva al virus, ma fino a pochissimi giorni fa non stava male: il decorso della malattia è stato rapido e ineluttabile. La sua scomparsa lascia nel dolore, oltre ai figli, le sorelle Lina che abita a Torino, Luigia “Gjigje” di Pocenia, Vilma di Ariis, e altri parenti. Marco affranto scuote la testa: «L’ho sentita qualche giorno fa per una breve telefonata, quando era già grave. Non doveva andare così, senza questo contagio poteva vivere ancora a lungo. Siamo grati a quanti si sono presi cura di lei». —

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