Coronavirus in Friuli Venezia Giulia, ecco chi sono le vittime in provincia di Udine e di Pordenone

A partire da sinistra Maria Tuan, Maria Carmela Chiabà, Eleonora Zucchet e Giacomo Casagrande

Sono 11 i decessi in più rispetto alla comunicazione di sabato, che portano a 98 il numero complessivo di morti da Covid-19. Abbiamo raccolto qui le storie di chi ha perso la vita domenica, 29 marzo

Sono 1.480 i casi accertati positivi al coronavirus in Friuli Venezia Giulia, con un incremento di 44 unità rispetto a sabato 28. I guariti in totale sono 84, mentre i clinicamente guariti (persone senza più sintomi ma non ancora negativi al tampone) sono 157.

Sono 11 i decessi in più rispetto alla comunicazione di sabato, che portano a 98 il numero complessivo di morti da Covid-19.

Una lunga catena di dolore, di lacrime e di addii a distanza, senza la possibilità di una parola, una carezza, un cenno di ringraziamento per quello che queste vite sono state e hanno insegnato. Anche ieri, domenica 29 marzo, in provincia di Udine e Pordenone, l'elenco delle vittime si è allungato.

Coseano.La comunità di Coseano piange la prima vittima del coronavirus in paese. Maria Carmela Chiabà di 89 anni è morta all’ospedale di Palmanova dove era stata ricoverata dalla mattinata di sabato. Aveva cominciato a sentirsi male una decina di giorni, le sue condizioni sii sono aggravate sabato quando ha avvertito alcune difficoltà respiratorie che hanno indotto i familiari a chiamare il numero di emergenza.

La donna viveva con la figlia di 62 anni anch’essa ricoverata lo stesso giorno all’ospedale civile di Udine dopo che è risultata positiva al tampone. I familiari hanno ricevuto la triste notizia telefonicamente dal personale sanitario dell’ospedale di Palmanova, dove l’anziana era ricoverata. Grande lo strazio dei figli per non aver potuto dare l’ultimo saluto a colei che era il punto di riferimento di una numerosa famiglia composta da cinque figli e molti nipoti. Mamma e nonna affettuosa, casalinga, molto religiosa aveva allevato i suoi figli nei sani principi morali.

Ha insegnato loro i valori del vivere in una comunità di paese nel rispetto delle tradizioni senza escludere l’apertura al mondo.

Moglie di Alessandro Piccoli, morto da anni, dipendente comunale e appassionato direttore del coro del paese. Il dispiacere della famiglia è enorme, unito allo strazio di non aver potuto stare accanto alla tanto amata mamma e nonna ed è molto grande anche il dolore della comunità di Coseano che si stringe attorno ai figli e ai molti nipoti, che tanto hanno amato Maria Carmela. Il sindaco David Asquini racconta: «Sabato sono stato contattato verso mezzogiorno dalla famiglia che mi informava dell’ingresso in ospedale di due persone della numerosa famiglia, cioè la nonna di 89 anni e la figlia. Domenica purtroppo hanno suonato le campane verso le 17.30 per annunciare la triste notizia. È un periodo molto duro per le nostre comunità, attanagliate dalla paura del contagio e addolorate per le gravi perdite».



Mortegliano. Ancora una volta la morte ha bussato alla casa di riposo comunale Rovere Bianchi di Mortegliano: nel reparto infettivi, dove sono isolati gli anziani positivi al coronavirus, è mancata sabato 28 marzo sera Maria Tuan vedova Domini, di 94 anni, residente a Talmassons. Sono quindi saliti a 16 i decessi nella struttura, dal 10 marzo, quando il Covid-19 ha cominciato a far sentire i suoi nefasti effetti su persone già indebolite dall'età molto avanzata e da patologie croniche. Da allora, non c'è giornata che non sia contrassegnata da un lutto. Molti anche gli operatori contagiati, alcuni colpiti dalla sintomatologia altri in salute, ma comunque isolati nelle abitazioni.

La casa di riposo di via Gonars ospita ora un'ottantina di anziani, provenienti anche dai comuni vicini. Da quello di Talmassons a mancare è già la seconda anziana ospite, dopo una concittadina di Sant Andrat del Cormôr, due anche da Lestizza (un uomo del capoluogo e una donna di Nespoledo), di Bicinicco e di Castions di Strada altri due, una nonna aveva vissuto a Bertiolo, i restanti nove erano originari di Mortegliano e frazioni. Due delle ospiti decedute avevano entrambe 103 anni, sei erano ultranovantenni, quattro avevano fra gli 80 e 90 anni, gli altri quattro avevano da 72 a 79 anni.

Pordenone.Nel Friuli occidentale il conto dei deceduti è arrivato a 13. A Torre è venuta meno Eleonora Zucchet, 88 anni, a Vallenoncello, Agata Favara, ottantacinquenne. Eleonora Zucchet abitava in via Revedole 109. È spirata sabato scorso nel reparto Covid dell'ospedale Santa Maria degli Angeli. Nata a Pasiano, casalinga, ha dedicato la sua esistenza alla famiglia. Sposata con Lino Bertin, spirato vent'anni fa, lascia tre figli: Paola, operatrice nel settore dell'assistenza, Bruno, pensionato, ex addetto alle vendite di automobili e Claudio, pensionato, ex operatore della Telecom.Ricoverata lo scorso 8 marzo per crisi epilettiche, aveva in un secondo tempo manifestato in ospedale i sintomi tipici del coronavirus ed era stata, così, sottoposta a un tampone, risultato positivo il 17 marzo.

Sabato scorso il decesso.«Mamma aveva avuto alcuni problemi di salute, in passato, anche seri - ha ricordato la figlia Paola -. Mai, però, avremmo pensato che se ne sarebbe andata per il virus. È stato un grande dolore non poterla nemmeno salutare, darle una carezza prima del funerale. Purtroppo le disposizioni sono molto rigide e ci resterà soltanto il bellissimo ricordo e il suo esempio. Ha cresciuto tre figli, che le hanno dato tante soddisfazioni, e questo per noi è un piccolo conforto».Agata Favara abitava, invece, in via Nuova di Corva 121, dove la notizia del suo decesso si è diffusa solo in tarda serata.

Caneva.È deceduto Giacomo Casagrande, 73 anni, portalettere e poi impiegato nell'ufficio postale di Caneva. Casagrande lascia la moglie e due figli. È la terza vittima canevese del coronavirus. La comunità canevese continua a trascorrere le proprie giornate fra costernazione per le vittime e apprensione per i contagi. Prima di Giacomo Casagrande, al Santa Maria degli Angeli di Pordenone era deceduto Giuseppe Benedet, 71 anni, una vita lavorativa da idraulico del Comune, e Leonora Pilla, 80 anni, mancata all'ospedale di Palmanova, moglie di Cleante Zat, anche lui ottantenne, ex preparatore atletico di Udinese, Inter, Real Saragozza e Triestina. Cleante Zat è tutt'ora in terapia intensiva all'ospedale di Pordenone.

Giacomo Casagrande, come le altre due vittime del coronavirus era molto conosciuto e stimato a Caneva, sia per il suo lavoro particolare che lo portava a rimanere ogni giorno a stretto contatto con i cittadini, sia per il suo impegno nel tempo libero. Si può affermare che tutta la comunità lo sta piangendo, visto che tutti i canevesi sono strettamente legati alla Pro Castello. Sodalizio che da quasi mezzo secolo si dedica a mantenere ben vivi storia, tradizioni e costumi di Caneva. Giacomo Casagrande è stato uno dei fondatori della Pro Castello nel 1978.

La sua firma appare accanto a quelle di altri 18 soci che, con il primo presidente del sodalizio, Luciano Rupolo, hanno sottoscritto dal notaio l'atto costitutivo della'Pro Castello', società famosa in Italia e all'estero. Una Pro che tutti gli anni diventa ambasciatrice della comunità canevese, in modo particolare con i gemellaggi finora realizzati con Neumarkt Sankt Veit, in Baviera, Meilhan sur Garonne, in Francia, Anhée, in Belgio nella Vallonia, e Fagundes Varela, in Brasile, nello stato del Rio Grande do Soul. Tutti i soci della Pro Castello, in questo momento segnato dalla pandemia, si sentono vicini alla famiglia di Giacomo Casagrande. Lo stesso vale per l'amministrazione comunale.

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