Gli alpini donano saturimetri a ospedali e strutture sanitarie

Aperta una sottoscrizione, obiettivo 50 mila euro Il presidente Merlin: ne forniremo 200 in tutta la provincia 



La sottoscrizione della sezione degli alpini di Pordenone è aperta da solo una settimana e l’obiettivo dei 50 mila euro è sempre più vicino. Le penne nere doneranno 200 saturimetri alle strutture sanitarie del Friuli occidentale.


Sono molte le iniziative solidali delle penne nere, anche a livello comunale, in tempo di coronavirus: e se le attività associative sono ferme come per tutte le altre realtà, la solidarietà non conosce limiti.

La scorsa settimana le penne nere hanno distribuito agli operatori delle strutture sanitarie e case di riposo della provincia di Pordenone 50 mila bottiglie d’acqua donate dalla Dolomia: la società di Cimolais ha scelto uno dei “veicoli” più fidati (aveva sostenuto anche l’adunata nazionale) per la distribuzione.

«In questi giorni – dice il presidente della sezione Ana Ilario Merlin – diamo una mano alla protezione civile del gruppo comunale di Pordenone nella distribuzione delle mascherine. E lo facciamo anche in tutti i comuni dove ci viene chiesto».

Da otto giorni è stata aperta una sottoscrizione per le strutture sanitarie della Destra Tagliamento. L’obiettivo è di raggiungere i 50 mila euro: i fondi accreditati hanno superato il giro di boa. «Sono in arrivo 200 saturimetri che saranno distribuiti alle strutture sanitarie di tutto il territorio della provincia di Pordenone», annuncia Ilario Merlin.

Il saturimetro consente di misurare e monitorare il grado di saturazione di ossigeno dell’emoglobina presente nel sangue arterioso periferico e di misurare anche la frequenza cardiaca del paziente.

Gli alpini e chiunque volesse può effettuare una donazione a: Banca Credit Agricole Friuladria spa, IBAN IT11 B053 3612 5000 0004 0382 595 intestato a Sezione alpini di Pordenone, causale “Aiuta ad aiutare”. Il manifesto promozionale è stato donato dal fumettista Federico Cecchin.

Il presidente della sezione ha inviato una lettera a tutti i soci, oltre 7 mila. «Purtroppo la strana situazione che stiamo vivendo non ci permette di vederci, ma supereremo anche questa prova». E aggiunge: «Non mi piace chiamarla guerra: sarebbe una mancanza di rispetto verso i nostri reduci».

L’invito: «Rispettate e fate rispettare le indicazioni delle autorità». Segue l’aggiornamento della raccolta del fondi: a giovedì erano quasi 30 mila euro, «un ottimo risultato parziale dovuto al gran cuore dei nostri gruppi, ma anche ai privati». Un ricordo dei soci “andati avanti” e il saluto, sulle parole del presidente Mario Candotti: «Tigninsi dûr!». —



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