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Raddoppia il numero dei morti: il Comune amplia il cimitero

1 minuto di lettura

Maristella Cescutti / Dignano

A Dignano è quasi raddoppiati il numero dei morti nei primi tre mesi del 2020 a confronto dello stesso periodo dell’anno precedente. Nove le persone scomparse da gennaio a marzo 2019 e quindici i decessi dei primi mesi del 2020. Un dato questo, evidenziato dal sindaco Vittorino Orlando che spiega: «I deceduti di quest’anno erano tutte persone anziane ultraottantenni, oltre a una giovane di 36 anni, Ilenia Peressini. Dalle informazioni in mio possesso – tiene a precisare il sindaco Vittorio Orlando – nessuna di queste persone era stata colpite da coronavirus. Questo cospicuo aumento di morti ha portato l’amministrazione comunale a prevedere la costruzione di alcuni ossari nel cimitero di Dignano, attualmente privo anche di spazi per l’inumazione di urne per ceneri da cremazione. La progettazione di questi interventi, che prevede il posto per circa una cinquantina di urne nella parte nuova del cimitero di Dignano – spiega sempre il primo cittadino – è stata affidata ad una ditta specializzata di Cerea in provincia di Verona. Gli interventi inizieranno appena le normative in atto ci permetteranno di lavorare. L’importo complessivo degli stessi ammonta a circa 21 mila euro.

Il sindaco rileva come la situazione nel camposanto del capoluogo risulti alquanto difficile e come sia urgente la costruzione degli ossari in quanto, evidenzia Orlando «ormai il cimitero è privo di spazi dedicati a questi ultimi, mancano anche i loculi e sono scarsi i numeri di posti a terra.

«Nell’altro cimitero del Comune che si trova nella frazione di Carpacco, invece la situazione è migliore e non necessita di lavori di ampliamento. A questo proposito, il sindaco Orlando evidenzia come i cittadini del capoluogo siano legati al proprio cimitero che sorge intorno chiesa di San Pietro e Paolo. La pieve, che sorge fuori dal centro abitato di Dignano, è considerata una tra le più antiche del Friuli, suoi riferimenti si trovano in documentazioni risalenti all’VIII secolo, mentre la costruzione dell’attuale luogo di culto è da datare nei primi anni del XVI secolo.

Di rilievo al suo interno un ciclo di affreschi cinquecenteschi di Giovanni Pietro Da Spilimbergo e, settecenteschi di Giuseppe Buzzi. —

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