Addio a "Paolone", anima del volley e autotrasportatore: ecco chi sono le altre vittime in provincia di Udine e Pordenone

I casi accertati positivi al coronavirus in Friuli Venezia Giulia sono 2.299, con un incremento di 81 unità rispetto a ieri. I totalmente guariti sono 410, mentre i clinicamente guariti (persone senza più sintomi ma non ancora negativi al tampone) sono 328.

Sono 2 i decessi in più rispetto alla comunicazione di ieri, che portano a 171 il numero complessivo di morti da Covid-19.

Una lunga catena di dolore, di lacrime e di addii a distanza, senza la possibilità di una parola, una carezza, un cenno di ringraziamento per quello che queste vite sono state e hanno insegnato. Anche ieri, giovedì 9 aprile, in provincia di Udine e Pordenone, l'elenco delle vittime si è allungato.

CORONAVIRUS, I DATI

Mortegliano. Alla casa di riposo Rovere Bianchi è mancata ancora un'anziana ospite, positiva al coronavirus, la diciottesima vittima in un mese. Si tratta di Annita Barbina, 91 anni.

Annita Barbina era vedova dal 2010 e tre anni fa aveva perso la figlia Raffaella di 52 anni per malattia. Il marito, Luigi Bittolo, il sacrestano del paese, era mancato per un tragico investimento vicino al duomo, come i morteglianesi ben ricordano. Annita era una persona dal carattere determinato e anche il suo fisico era forte. Per questo, pur sapendola positiva al Covid-19 e affetta da patologie legate all'età, i parenti si erano illusi che avrebbe potuto superare il contagio, che non le aveva causato fin qui sintomi preoccupanti. Improvvisamente però le condizioni dell'anziana sono precipitate negli ultimissimi giorni, nonostante le cure assidue dello staff medico e infermieristico dell'Ass, operativo nella struttura fin dalla prima decade di marzo. Annita lascia nel dolore il figlio Giovanni, che risiede a Mortegliano, la nuora e altri parenti.



Il bilancio in casa di riposo. Le altre vittime, in gran parte donne, avevano dai 72 ai 103 anni, la maggior parte residenti a Mortegliano e gli altri nei Comuni contermini di Castions di Strada, Lestizza, Talmassons, Bicinicco. Certamente uno strappo per molte famiglie e un dolore per l'intera comunità. Se ne fa interprete il sindaco Roberto Zuliani, che ha seguito ora per ora le vicende della casa di riposo, trasformata in casa di cura per il reparto che ha accolto i positivi e i colpiti dai sintomi dell'infezione. «Se consideriamo - dice il primo cittadino - che da ottobre 2018 a marzo 2019 sono mancati 14 anziani alla casa di riposo di Mortegliano, confrontando questo numero con i 24 deceduti da ottobre 2019 a marzo 2020, sono dieci in più quelli da ascrivere al periodo del contagio».



Sacile. Anche Sacile piange Paolo "Paolone" Sartori, autotrasportatore di San Fior con magazzino in riva al Livenza e supporter della Imoco volley. Il mondo sportivo della provincia di Treviso è in lutto per la morte a causa del coronavirus di "Paolone" Sartori, 57 anni, di San Fior, autostrasportatore conosciuto anche a Sacile dove da poco aveva trasferito il suo magazzino. Da ragazzo aveva giocato a basket e ha sempre seguito l'Imoco volley Conegliano: era il numero 2 dei tifosi Imoco e simbolo della tifoseria del volley italiano. Dal 2012 non aveva perso nemmeno una partita. Lascia 3 figlie e tutto il mondo sportivo che lo conosceva. Da tre settimane era intubato in terapia intensiva all'ospedale di Treviso, dove è mancato nella notte tra mercoledì e ieri.

La situazione nel Pordenonese. Il consueto bollettino con i numeri del coronavirus nel Friuli occidentale segna un incremento dei casi. Secondo i dati forniti alla Prefettura i contagi sono saliti a 450 (erano 436 mercoledì). Di questi, 56 sono ricoverati in ospedale (44 a Pordenone, 6 a Udine, 3 a Trieste e 3 a Gorizia), mentre 5 sono in struttura Covid. In isolamento domiciliare ci sono 389 persone, quelle in sorveglianza sono 490 (erano 502 mercoledì). I comuni interessati sono 38 su 50 ed è aumentato anche il numero dei guariti, passato dai 32 dell'ultimo bollettino ai 38 di ieri. Il coronavirus complessivamente in provincia riguarda 940 persone, tra ammalate e in quarantena