Ecco chi era la prima vittima del virus di Tolmezzo

Bruno De Barba, 87 anni, di Cavazzo Carnico, era risultato positivo al coronavirus e si trovava all’ospedale di Udine

TOLMEZZO. L’epidemia di coronavirus raggiunge la casa di riposo di Tolmezzo. È morto all’ospedale di Udine un ospite della struttura. Soffriva di gravi patologie ed era risultato positivo al tampone, benché asintomatico. Si tratta di Bruno De Barba, 87enne di Cavazzo Carnico.

Da venerdì 67 tamponi effettuati a ospiti e personale sono risultati negativi e si attende l’esito di altri 200. La casa di riposo accoglie 166 persone e vi lavorano più di 100 operatori. Da tempo l’anziano spentosi ieri a Udine era ospite della struttura, dove anche per patologie pregresse di una certa gravità si trovava in stanza singola.

Quando l’anziano si è sentito male durante la notte la guardia medica intervenuta, spiega il presidente dell’Asp della Carnia San Luigi Scrosoppi di Tolmezzo, Andrea Marzona, ha contattato l’ospedale, che col Pronto soccorso ha chiesto di sottoporlo al tampone, pur in assenza di sintomi da Covid-19.

Il paziente è stato raggiunto dal personale sanitario in casa di riposo e a fronte di un esito positivo, è stato condotto in ambulanza all’ospedale di Udine in reparto Covid-19, dove è morto ieri. Venerdì, appena appreso del caso positivo dal Distretto sanitario, in Casa di riposo a Tolmezzo sono scattati i controlli. Lo stesso pomeriggio tutti gli altri ospiti dell’area dove si trovava il paziente risultato positivo e il relativo personale sono stati sottoposti a tampone. Quei 67 tamponi hanno dato esito negativo.

Altri 200 tamponi sono stati effettuati ieri a tutto il resto del personale e degli ospiti degli altri 5 nuclei. Il pensiero è andato da subito anche ai familiari degli ospiti: «Abbiamo telefonato personalmente – assicura Marzona – ai parenti di ogni nostro ospite per informarli della situazione che si è venuta a creare». Il sindaco di Tolmezzo, Francesco Brollo, e Marzona ringraziano la responsabile del Distretto Sanitario Loik per aver reperito subito il materiale necessario ai tamponi e i medici ospedalieri Cesare Miani e Antonello Conte che, con il personale infermieristico della struttura, hanno completato il monitoraggio di coloro che vivono e lavorano in casa di riposo.

«A nome della città di Tolmezzo – afferma Brollo – e della sua comunità che rappresento, esprimo di cuore le condoglianze ai familiari della persona deceduta e tutta la vicinanza possibile alle persone che vivono o che lavorano dell’Asp Scrosoppi, alla direttrice Annalisa Faggionato, al presidente Andrea Marzona e al cda. Assieme a loro sto affrontando questa vicenda con la vicesindaco Fabiola De Martino, in contatto con i vertici della azienda sanitaria, con Denis Caporale e con l’assessore Riccardi che ringrazio tutti».

L’Asp di Tolmezzo è stata la prima a sbarrare i cancelli e impedire le visite dei parenti, già a fine febbraio. Una misura dolorosa se si vuole, che fu anche contestata da alcuni parenti ma che servì a diminuire drasticamente le probabilità di ingresso del virus. Inoltre dal 16 marzo chi lavora a Tolmezzo lo fa solo lì e non anche in altre case di riposo.

Dal 13 marzo gli operatori sono obbligati a utilizzare i dispositivi di protezione individuale, con guanti, mascherine, visiere e camici. I lavoratori da oltre un mese vengono sottoposti a rilevamento della temperatura ogni volta che accedono alla struttura e in caso di malattia possono rientrare solo dopo tampone con esito negativo, che è richiesto anche per il rientro delle persone anziane dalle strutture ospedaliere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi