Spento il focolaio Covid, riapre dopo la sanificazione il santuario di Castelmonte

L’intervento di pulizia all’edificio religioso e al municipio di Prepotto sarà effettuata grazie all’esercito

PREPOTTO. Uscito ormai dal tunnel dell’epidemia, il santuario mariano di Castelmonte, uno dei principali focolai di Covid-19 del Cividalese, guarda avanti, ansioso di riaprire le sue porte ai fedeli dopo due mesi di blocco totale.

A un paio di settimane di distanza dalla definitiva guarigione dell’ultimo frate che risultava ancora positivo al virus – contratto da 9 dei 10 cappuccini che vivono a Madone di Mont –, il Comune di Prepotto, d’intesa con il padre rettore del luogo di culto, ha richiesto e ottenuto la disponibilità di un contingente dell’esercito per eseguire una capillare opera di sanificazione, che si estenderà pure a due ulteriori chiese, a Prepotto, ad alcune aree del palazzo municipale e all’ambulatorio medico.



Le attività, in programma per la giornata di giovedì 7 maggio, si completeranno nella mattinata successiva con una pulizia straordinaria, con getti di vapore ad alta pressione, delle aree esterne, sia in paese, lungo le vie principali, che nel borgo di Castelmonte, sugli accessi al santuario.

A farsi carico dell’intervento sarà, come già avvenuto in altri centri della zona, un team del Terzo reggimento artiglieria da montagna della caserma Lesa di Remanzacco, coadiuvato da volontari della squadra comunale di Protezione civile.

La parte più delicata del lavoro, la sanificazione della chiesa di Castelmonte e delle altre due in fondovalle, sarà a cura di tre militari dotati della qualifica di bonificatori, appartenenti al Terzo reggimento artiglieria da montagna e al reparto Comando e supporti tattici della Brigata alpina Julia: con appositi strumenti irroreranno negli interni un prodotto igienizzante, che non contiene cloro e che dunque non rischia di danneggiare le superfici.

«Era importante – sottolinea la sindaca di Prepotto, Maria Clara Forti – eseguire un’accurata azione di messa in sicurezza di un luogo della fede particolarmente caro alla popolazione locale e all’intero Friuli, in modo tale da poterlo rendere nuovamente accessibile per la preghiera personale».



La riapertura è prevista già per sabato, annuncia il padre rettore, Gian Antonio Campagnolo, precisando che non saranno celebrate funzioni.

«Fondamentale – sottolinea, da parte sua, la sindaca – sarà evitare situazioni di assembramenti: gli accessi saranno dunque contingentati e saranno possibili solo con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, dunque mascherine e guanti monouso. Ringrazio per la preziosa disponibilità il contingente della caserma Lesa e la Protezione civile per l’impegno dimostrato nel periodo dell’emergenza; lo stesso vale per il personale degli uffici comunali».

E proprio domani mattina, mentre si svolgerà la “bonifica”, nel palazzo municipale si riunirà, con tutte le accortezze necessarie, l’assemblea civica.

Video del giorno

Propaganda Live, i silenzi di Matteo Salvini secondo Alessio Marzili

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi