Cadono i calcinacci si restaura il duomo

Primi lavori dopo 35 anni sull’edificio inaugurato nel 1789 Dalla Danieli una donazione di oltre mezzo milione di euro

Alessandra Ceschia /tricesimo

A 35 anni dal suo ultimo restauro, il duomo di Tricesimo va in cantiere. Transenne e ponteggi arriveranno oggi a dare il via a una poderosa opera di ristrutturazione che proseguirà fino a dicembre.


L’obiettivo è mettere in sicurezza intonaci, cornici e pinnacoli all’interno della struttura, costruita su progetto di Domenico Schiavi tra il 1771 e il 1789 e consacrata il 6 luglio 1789, riferisce il parroco, monsignor Marco Visintini. Per farlo, la parrocchia contava di attingere al contributo regionale concesso nel 2019 per 201.758, a fronte di una spesa prevista di euro 252.198, che ha deciso di integrare con fondi propri e facendo appello alla generosità dei tricesimani. La risposta è andata ben oltre le aspettative ed è giunta dall’illustre concittadino Giampietro Benedetti che, attraverso la Danieli di Buttrio, ha messo a disposizione oltre mezzo milione di euro ridefinendo la portata del progetto che coinvolgerà anche la facciata, il sagrato e il campanile per una spesa complessiva di 830 mila euro.

«Saranno realizzati interventi specialistici su tutti gli intonaci e sugli apparati architettonici – ragguaglia l’ingegner Alessandro Chiesa, responsabile dei lavori – il cui deterioramento è stato alla base della decisione di procedere, nella certezza che, in mancanza di interventi, in un prossimo futuro tutte le decorazioni in intonaco gessoso sarebbero state a rischio di perdita definitiva e che si sarebbe vissuto, oltre che con un pulviscolo in continua caduta a lordare pavimenti, suppellettili e canne dell’organo, nella continua preoccupazione di possibili pericolose cadute dall’alto di parti di intonaco anche di notevoli dimensioni, già avvenute fortunatamente sempre a edificio sacro chiuso».

La causa di questa situazione di degrado è stata individuata nell’umidità interna dei muri introdotta con i metodi usati nella riparazione post terremoto combinati con gli inappropriati materiali della intonacatura e nella tinteggiatura. L’umidità ha danneggiato i rivestimenti sfarinandoli e in alcuni casi facendoli letteralmente esplodere. Anche all’esterno il degrado ha colpito gli intonaci di tutti i lati del corpo principale della chiesa, sempre a causa dell’umidità interna, mentre nelle murature di cappelle e sacrestie la situazione è aggravata dalle conseguenze del consolidamento antisismico operato con iniezioni cementizie.

«I lavori previsti all’esterno e nelle sacrestie, incluso il nuovo impianto di illuminazione interno in sostituzione dell’attuale ormai obsoleto – precisa Chiesa –, saranno resi possibili dalla generosa donazione della Danieli di Buttrio, che il suo presidente, il concittadino Benedetti, ha confermato nonostante i tempi molto difficili che tutti stanno vivendo, in primis le aziende». Sono previste opere di pulizia e sistemazione sul campanile e nel sagrato, la doratura delle lancette dell’orologio e il rifacimento di alcuni affreschi.

Ottenuto il via libera da parte dell’ufficio Beni culturali dell’arcidiocesi e della soprintendenza, l’esecuzione delle opere è stata appaltata all’impresa udinese Del Bianco, sulla base del progetto elaborato dall’architetto Stefano Forte, che si occuperà anche della direzione lavori. «Finché sarà possibile – avverte il parroco – le celebrazioni saranno effettuate nel duomo, eventualmente poi saranno individuate altre sistemazioni». —

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