Concorso per oltre 4 mila insegnanti, ma in Fvg il posto fisso arriverà nel 2021

A settembre precari assunti per un anno in attesa della prova. Cgil, Cisl, Uil e Snals: tutte le cattedre dovranno essere coperte

UDINE. La mediazione non basta. Sul concorso straordinario per 32 mila insegnanti precari, oltre 4300 in regione, le organizzazioni sindacali avrebbero preferito veder premiata l’esperienza evitando la prova ai candidati con almeno tre anni di insegnamento alle spalle.

Ma visto che l’esame si farà dopo l’estate, la data non è ancora stata fissata, Cgil, Cisl, Uil e Snals chiedono certezze sull’avvio del nuovo anno scolastico: «A settembre – ripetono – tutte le cattedre dovranno essere coperte». Auspicano infatti che i 32 mila precari vengano assunti a tempo determinato per poi sostenere la prova durante l’anno scolastico.

Questa sembra essere anche l’intenzione del Governo, ma fino a quando non avranno in mano il decreto, i sindacati preferiscono non sbilanciarsi. Si limitano a indicare problemi vecchi e nuovi e a ricordare che le stime dei posti vacanti sfioreranno le tremila unita. Coprire tutte queste cattedre è più facile a dirsi che a farsi. C’è il timore che la prima campanella suoni con qualche carenza di troppo.

«Noi continuiamo a chiedere la valorizzazione dei precari con più di 36 mesi di servizi», ripete la segretaria regionale della Cisl-scuola, Concettina Cupani, secondo la quale «a prescindere da qualsiasi cosa si stia parlando noi chiediamo il riconoscimento del servizio e quindi la valorizzazione dei precari con più di 36 mesi di attività.

Negli uffici sindacali i telefoni continuano a squillare, i precari pretendono certezze sul loro futuro. Mauro Grisi, il segretario provinciale della Uil-scuola, ha chiesto a tutti di «pazientare poiché, con molta probabilità, il bando dovrà essere riscritto alla luce delle novità con la conseguenza di uno slittamento delle procedure compresa, evidentemente, quella della presentazione delle domande».

Se tutto viene confermato, a settembre, i precari saranno assunti scorrendo graduatorie provinciali, «tutte da organizzare» fa notare Grisi, per rinviare durante l’anno la prova d’esame. Le fa eco il segretario regionale della Uil scuola, Ugo Previti: «L’accordo raggiunto non serve alla scuola, bensì alla politica».

Pure il segretario regionale della Flc-Cgil, Adriano Zonta, si sofferma sull’assunzione dei precari: «Non si capisce – spiega – se il prossimo anno scolastico sarà paragonato all’anno di prova. Sarebbe un passo avanti visto che il problema della scuola resta il reclutamento del personale».

Zonta cita un unico dato: «Ci sono ancora sette sistemi per reclutare i docenti e ci troviamo senza maestre per le scuole primarie, senza insegnanti di sostegno e con circa tremila cattedre vuote nelle scuole di ogni ordine e grado. Questo significa che, negli anni precedenti, il sistema ha fallito».

In effetti i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria sono a numero chiuso e «non riescono a soddisfare le necessità». A questo esempio Zonta aggiunge quello degli insegnanti di sostegno: «Nell’anno in corso su 1.332 posti gli specializzati sono al massimo 850. Anche chi vuole prendersi questa specializzazione deve fare i conti con i numeri chiusi».

I sindacati vogliono certezze anche per il concorso straordinario, l’ordinario e il sistema di reclutamento del personale Ata. Un problema, quest’ultimo, che nell’era della pandemia si fa ancora più urgente.

«Non si può pensare di lasciare un operatore scolastico per piano» insiste Zonta ricordando che gli Ata dovrebbero garantire le disinfestazioni e le ripetute pulizie dei locali. Il condizionale è d’obbligo perché i numeri attuali non consente di programmare l’attività con l’attuale personale in servizio. —




 

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