Ogni giovedì un incontro con i migliori chef: ecco la rubrica che porta i ristoranti a casa vostra

Sul sito del Messaggero Veneto ricette, storie, segreti e consigli, video-tutorial e procedure per cucinare tra le mura domestiche

UDINE. C’è cucina e cucina, come c’è territorio e territorio, come ci sono tradizioni e tradizioni. Se qui, in Friuli Venezia Giulia, mettiamo insieme questi elementi ne esce un mix potente che ci racconta attraverso il cibo e le ricette, i piatti che nei secoli hanno segnato la nostro cultura, la nostra storia e la nostra evoluzione. Tra chef stellati, cuochi dei migliori locali di paesi e città e ricette fatte in casa, la rubrica “Il giardino dei sapori” ogni settimana (il giovedì) vi accompagnerà in un percorso che non vuole solo raccontarvi come si realizza un piatto, ma anche la sua storia, la sua evoluzione e il suo legame con il territorio.

Il progetto


Un viaggio nella nostra storia visto dalla cucina. Sì perché il cibo racconta molto di un popolo: la sua cultura, le sue tradizioni, il legame con la terra. È evidente che il luogo in cui viviamo influenza molto il nostro essere. La montagna, ad esempio, propone piatti che – per autenticità e ingredienti – possiamo trovare solo qui. Altrove non danno lo stesso risultato, pur utilizzando le stesse materie prime. È da qualche anno che sul sito www. messaggeroveneto.it vi propongo le videoricette, in compagnia dei migliori chef della regione. Video-tutorial dove i cuochi spiegano e raccontano come si cucina un piatto, dagli ingredienti alla realizzazione, fino all’impiattamento. La sfida, poi, è quella di realizzarli nelle nostre cucine seguendo i preziosi consigli. E poi magari mettendoci anche del nostro, facendo le modifiche che più ci aggradano.

Un sito dedicato

Il tutto lo troverete a questo indirizzo web: https: //messaggeroveneto. gelocal. it/speciale/il-giardino-dei-sapori. Comincio con il piatto che ha la storia più antica, legato al lavoro e alle esigenze di sostentamento di contadini e boscaioli: il frico. Questo piatto ha una storia (che vi racconto assieme alla ricetta) bellissima, che dice molto di come eravamo.

Una storia che ha anche attivato leggende (più o meno reali), ma che conferiscono un’impronta quasi mitica a questa ricetta che ci ha fatto conoscere nel mondo. Tanto che uno chef figlio di questa terra, Luca Mafrè, nato e cresciuto ad Aviano, trapiantato a New York da quasi diciassette anni, ha vinto la quarta edizione (siamo nel 2013) di MasterChef Usa proprio con la ricetta del frico.

Curioso notare che l’anno prima Manfrè aveva già cercato di partecipare al famoso cooking show, ma il suo fegato alla veneziana non aveva convinto i giudici. L’anno dopo propone il frico, piatto della sua terra, e vince.



Una storia antica

Andare a cercare le origini della cucina friulana è impresa ardua. La ricerca è stata lunga e complessa e fare la sintesi di molte pubblicazioni non è stato facile. Ma un racconto – seppur in pillole – vale la pena farlo, anche perché la storia della cucina in Friuli viaggia parallelamente alla storia sociale e politica, legata a invasioni, confini modificati, influenza di popolazioni confinanti. E la prima ricetta che vi presento e di cui ho abbondantemente parlato (il frico) fa proprio parte delle origini. E allora cominciamo questo viaggio nella storia della cucina friulana, dai romani. Si vuole che il celebrato prosciutto di San Daniele facesse parte delle conoscenze culinarie già dei romani. Certo non era il prodotto che conosciamo adesso.

Una deduzione di qualche storico: non ho trovato alcun documento che possa sostenere questa tesi. Facciamo un salto e arriviamo al 1. 200 quando abbiamo le prime informazioni sul formaggio Montasio. Il prodotto prende il nome dall’altipiano delle alpi Giulie. Più o meno in questa zona i monaci benedettini del monastero di Moggio Udinese hanno cominciato la produzione del Montasio, spinti a conservare un prodotto deperibile come il latte e vincere le ristrettezze alimentari durante i lunghi inverni.

Il consorzio del Montasio spiega che il valore aggiunto di questo formaggio dal sapore unico è il latte vaccino proveniente direttamente dagli animali che si nutrivano nei pascoli estivi e la maestria dei monaci che affinano le tecniche di produzione dei malgari della zona.

Abbiamo parlato di contaminazioni legate a invasioni, confini, dominazioni. Ecco che siamo arrivati all’epoca della Serenissima. E la cucina del Friuli subisce influenze legate ai tanti traffici che i veneziani facevano con mezzo mondo.

E di questo periodo la scoperta del baccalà, prodotto che aveva il vantaggio di combinare la lunga conservazione del merluzzo con la possibilità di avere del cibo da utilizzare nei frequenti giorni di magro comandati dal Concilio di Trento. Ai veneziani dobbiamo anche lo sviluppo della coltivazione del mais. Questa, in sintesi, è la storia della cucina di casa nostra. Un riferimento per capire da dove veniamo e l’influenza che le vicende di secoli hanno avuto anche nel focolare domestico. Ora guardiamo avanti, a come saremo. La cucina è cultura, storia, tradizione. E anche evoluzione.

È questo che ogni giovedì raccontaremo.

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